fiamma_drakon: dejichan © (Dante)
[personal profile] fiamma_drakon
Titolo: Sfidare le tradizioni
Rating: Rosso
Genere: Erotico
Personaggi: Durotan, Orgrim Doomhammer
Wordcount: 2994 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Prompt: Incertezza per la Missione 1 (settimana 2) del team Ysmaros per il COW-T #7 @ [livejournal.com profile] maridichallenge
Timeline: Ambientata prima degli eventi descritti nel libro "Durotan".
Note: Blowjob, Lemon, Yaoi
«Orgrim...!» esordì Durotan in tono polemico, cercando di allontanarlo da sé, ma Doomhammer gli tappò la bocca con la sua senza dargli occasione di esternare ulteriori noiosi dubbi.
Si agitò sopra il suo amico d'infanzia mentre ruotava lentamente la testa da una parte e dall'altra. Le loro zanne - ancora in fase di sviluppo visto che non erano ancora nella piena età adulta - sfregavano ad ogni movimento, producendo un rumore lieve.


Durante l'inverno la notte era particolarmente fredda nella Landa di Fuocogelo, patria del clan dei Lupi Bianchi.
La grande pira al centro del villaggio continuava ad ardere, alimentata dalla gran quantità di legna che era stata accatastata durante la cena.
Ormai tutti gli Orchi si erano ritirati nelle rispettive tende per riposare in vista delle faccende da sbrigare l'indomani ed intorno al fuoco non era rimasto praticamente nessuno.
Un paio di figure emersero dalle ombre vicino alla tenda più grande, quella del Capoclan e di sua moglie, muovendosi verso il centro del villaggio. Si trattava chiaramente di una coppia di Orchi maschi, come palesavano le spalle ampie e le corporature robuste. Uno di loro era particolarmente grosso e alto e sfoggiava un cranio completamente rasato. Era inequivocabile la sua identità: Orgrim Doomhammer era l'unico Lupo Bianco a rasare puntualmente la capigliatura nonostante il gelo della loro terra.
Orgrim si mosse silenzioso nonostante la stazza verso la piazza del villaggio, più precisamente verso lo Scranno di Pietra, il seggio tradizionale che dall'epoca in cui i Lupi Bianchi erano divenuti un clan sedentario spettava di diritto ad ogni Capoclan.
«Orgrim... sei davvero sicuro di volerlo fare? Forse dovremmo... ripensarci».
Il compagno di Orgrim si portò con passo esitante verso il falò e verso la pietra sacra, quasi che avesse timore di essere scoperto lì vicino.
Doomhammer si girò a guardare il compagno, un sorriso ad incurvargli le labbra intorno alle zanne che somigliava molto ad un ghigno di scherno.
«Ho sempre pensato che tu fossi coraggioso, Durotan» disse, col preciso intento di provocare l'amico.
Quest'ultimo ringhiò piano, facendosi avanti fino ad entrare nel cono di luce delle fiamme.
«C'è differenza tra l'essere coraggiosi ed essere avventati, Orgrim» rispose per le rime all'altro. Il suo tono era quasi sarcastico.
«È la sedia di tuo padre» puntualizzò Doomhammer, accarezzandone un angolo «Un giorno sarà tua. Possibile che tu non sia curioso nemmeno un po' di provarla?».
Durotan esitò, abbassando momentaneamente gli occhi. Non poteva negare di provare una notevole curiosità, Orgrim aveva perfettamente ragione.
Il suo amico sogghignò e si sporse ad afferrarlo per un polso, attirandolo verso lo Scranno di Pietra con uno strattone poderoso.
Durotan non si oppose. Orgrim si spostò all'ultimo, quando avrebbe dovuto accogliere l'amico tra le braccia, dando piuttosto una leggera torsione per far sì che il futuro Capoclan dei Lupi Bianchi perdesse l'equilibrio e finisse seduto sulla pietra sacra.
Durotan cadde seduto sullo Scranno, sbattendo il fondoschiena sulla fredda roccia levigata con un lieve gemito di sorpresa e dolore.
Orgrim sghignazzò all'espressione stupita del suo compagno e senza esitazioni gli si posizionò in ginocchio a cavallo delle gambe, sovrastandolo e spingendolo all'indietro, verso lo schienale.
«Orgrim...!» esordì Durotan in tono polemico, cercando di allontanarlo da sé, ma Doomhammer gli tappò la bocca con la sua senza dargli occasione di esternare ulteriori noiosi dubbi.
Si agitò sopra il suo amico d'infanzia mentre ruotava lentamente la testa da una parte e dall'altra. Le loro zanne - ancora in fase di sviluppo visto che non erano ancora nella piena età adulta - sfregavano ad ogni movimento, producendo un rumore lieve.
Durotan si prestò al bacio, sottomettendosi all'impeto e alla passione di Orgrim col più totale trasporto. Gli piaceva il modo sicuro e forte con cui il suo amico d'infanzia prendeva sempre il controllo della situazione, anche quando lui non se la sentiva di esporsi troppo. Era quello uno dei motivi portanti per cui fin da piccoli gli era andato tanto a genio e che poi lo aveva fatto invaghire di lui.
Durotan istintivamente spalancò la bocca e ne fece strisciare fuori la lingua, premendola contro le labbra dell'altro. Quest'ultimo rapidamente schiuse le fauci e accolse la sua lingua, giocando con essa. Respiri pesanti riempirono il silenzio circostante, sovrastando nelle loro orecchie il rumore del fuoco.
Le cosce muscolose di Orgrim premevano pesantemente su quelle di Durotan mentre l'Orco più grosso lo spingeva inesorabilmente contro lo schienale. Questo si trovava abbastanza distante dal bordo da far sì che Durotan per arrivarci si sdraiasse per metà sullo Scranno.
Il figlio del Capoclan stava cominciando a divenire desideroso di sperimentare la resistenza di quella pietra e quanto potesse risultare comoda per certe occupazioni. Percepiva una crescente tensione nel suo corpo e i pantaloni stavano diventando un po' troppo stretti per i suoi gusti a livello inguinale. Addirittura iniziava a provare una certa calura, tale da rendere fastidiosa la pelliccia che portava per coprire il capo, le spalle e la schiena.
Doomhammer strofinò il cavallo dei pantaloni contro il suo inguine, lentamente, emettendo un verso roco di apprezzamento contro la bocca del suo amico. Sentiva la protuberanza rigida nei pantaloni dell'altro nonostante ci fossero ben due strati di abiti pesanti ad ostacolarlo.
Improvvisamente si udì un sonoro "strap" che parve riecheggiare nella notte come se si trovassero in una gola profonda e deserta. Entrambi si staccarono d'istinto l'uno dalla bocca dell'altro e si bloccarono, guardandosi negli occhi con aria allarmata. Gli altri sensi erano tesi a cogliere il minimo cambiamento nell'ambiente intorno a loro, come se temessero che il rumore avesse svegliato tutto il clan. Il loro timore di essere scoperti era quasi palpabile nell'aria attorno a loro.
Orgrim aprì la bocca a metà in un'espressione di sorpresa quasi stupida e Durotan emise un verso ridicolo nel tentativo di soffocare una risata spontanea.
«Quel rumore veniva da...?» domandò piano, inarcando le sopracciglia con aria interrogativa e ironica insieme.
Il suo amico si raddrizzò leggermente con la schiena, muovendosi sopra di lui con il bacino. Versioni meno drammatiche dello stesso rumore di poco prima si fecero udire, confermando la tacita ipotesi di Durotan e i timori di Doomhammer. Quest'ultimo cacciò una colorita imprecazione tra i denti che suscitò ulteriore ilarità nell'altro.
«Abbi pietà per i tuoi poveri pantaloni, Orgrim...» lo prese in giro Durotan, ridendo sommessamente «Sicuro di non aver messo su peso...? Ti sento un po' più pesante rispetto all'ultima volta...».
Orgrim sollevò la testa e sogghignò.
«Sono tutti muscoli» ribatté quasi ringhiando, cercando di mascherare l'imbarazzo dietro il solito tono arrogante «Se fossi in te mi preoccuperei di ben altro che del mio peso» aggiunse in tono chiaramente allusivo.
Durotan inarcò un sopracciglio, assumendo un'espressione vagamente scettica.
«Vorrei farti presente che ormai ci sono abituato» esclamò «Puoi vantarti per la tua attrezzatura quanto ti pare, ma è tardi per impressionarmi».
Orgrim si alzò dal suo compagno. Tolse gli stivali di pelliccia e affondò i grossi piedi nudi nella neve fino sopra le caviglie. Rabbrividì impercettibilmente ma non vi badò più di tanto. Slacciò la cintura e aprì i calzoni, calandoli ed estraendo il suo pene già mezzo duro. Le dimensioni erano notevoli ma proporzionate con il resto della sua corporatura.
Durotan sorrise vedendo lo stato del suo compagno. Un'ondata di calore e desiderio gli riempì i lombi nel veder comparire il suo fallo. Si raddrizzò sullo Scranno di Pietra e si allungò a sottrarre i pantaloni dell'altro dalla sua mano, nascondendoli poi nello spazio tra le sue natiche e lo schienale.
Si piegò in avanti e strinse la mano intorno alla lunghezza del suo pene, muovendola.
«Che... cosa fai?» brontolò Doomhammer, cominciando a provare un po' di freddo ma cercando comunque di non darlo a vedere. Non voleva fare figuracce dimostrandosi carente in quanto a resistenza, non dopo che era stato lui il primo a sfidare quel clima ostile.
«Non vorrai mica che ti si congeli prima ancora di averci fatto qualcosa, no?» sogghignò Durotan, guardandolo dal basso verso l'alto. Senza aggiungere altro si sporse un po' di più dallo Scranno di Pietra e alla mano sostituì la sua bocca.
L'alito caldo dell'Orco strappò un gemito strozzato a Orgrim, che collassò leggermente su se stesso, incurvandosi come a volersi raccogliere tutt'attorno a Durotan, proteggendolo dal freddo e al tempo stesso godendo del suo calore corporeo. Inclinò un poco la schiena in avanti all'altezza del bacino, rischiando per un attimo di perdere l'equilibrio, nel tentativo di infilargli una porzione più grossa della sua erezione in bocca.
Durotan accolse la tacita richiesta senza nessuna esitazione, lasciando che la punta turgida gli arrivasse a solleticare il fondo del cavo orale. Continuò a succhiare, ricoprendo di saliva l'intera lunghezza del fallo del suo partner, deglutendo l'eccesso in maniera da contrarre i muscoli del primo tratto della gola intorno al glande del suo compagno.
Orgrim stava dando del suo meglio in fatto di autocontrollo, cercando di trattenere i mugolii per l'ottimo lavoro che Durotan stava facendo. Non era solito riuscire a tenere la bocca chiusa in quei frangenti; infatti quando facevano sesso spesso e volentieri l'altro si prodigava nel tenergli ben impegnata la bocca con la sua, onde evitare di essere scoperti perché era troppo chiassoso. Ovviamente senza un deterrente ottimo come la capace lingua del figlio del Capoclan a riempirgli la bocca era decisamente difficile reprimersi.
L'aria gelida della notte sferzava la corporatura possente di Doomhammer, logorandolo lentamente fino ad indurre in lui fremiti misti di freddo e piacere. Stava iniziando a perdere sensibilità nei piedi, ma non si sarebbe lamentato.
Durotan si esibì in un risucchio particolarmente poderoso e Orgrim proruppe in un grugnito roco mentre si riversava nella bocca del suo compagno, abbondantemente. Gli era piaciuto moltissimo. Socchiuse le palpebre e rimase con la bocca mezza aperta a fissare a vuoto verso lo schienale dello Scranno di Pietra.
Durotan si concentrò sulla cima della sua erezione, leccando via lo sperma con dedizione, levando lo sguardo verso la faccia del suo compagno. Con un risucchio soddisfatto terminò il suo lavoro.
«Quando godi hai una faccia ridicola...» borbottò sorridendo.
Si leccò le zanne e si lasciò sfuggire un basso rutto.
«Oh, Durotan...» esalò Orgrim con una punta di esasperazione.
«Non lagnarti, mi è piaciuto» tagliò corto Durotan a bassa voce «E inoltre ora sei ben lubrificato, dovresti approfittare».
Doomhammer era ancora stordito dal piacere dell'orgasmo e non riuscì ad afferrare al volo il senso delle sue parole.
Il suo amico invece era decisamente su di giri e carico di tensione sessuale che necessitava di essere sfogata.
Prese Orgrim e lo sbatté sullo Scranno di Pietra. L'Orco massiccio vi si abbandonò sopra con tutto il suo peso, colto di sorpresa dal gesto dell'altro, rimanendovi sopra parzialmente sdraiato.
Il suo pene non era più turgido come prima, ma Durotan riprese a lavorarlo con la bocca rapidamente, inginocchiandosi nella neve per raggiungerlo meglio.
Orgrim si agitava sotto di lui, mordendosi il labbro inferiore per tacere.
L'erezione tornò a svettare, umida e grossa, nel giro di pochi minuti. Durotan a quel punto si mise in piedi, lasciò cadere la pelliccia dalle spalle e si denudò la metà inferiore del corpo, quindi salì a cavalcioni sopra Orgrim.
«Ooh... sei caldo...» mugugnò Doomhammer. Lui non lo era più molto, colpa del troppo tempo trascorso nudo.
«Adesso ti scaldo io» disse Durotan, sollevandosi leggermente e portandosi una mano dietro le natiche, ad afferrare il suo fallo bagnato.
Lo guidò verso l'ingresso al suo culo cercando di centrare velocemente il buco, aiutandosi con quello che ricordava dei loro rapporti precedenti per localizzare il punto giusto. Quando riuscì a far affacciare la cima al suo orifizio ancora stretto, se ne infischiò della sua mancanza di preparazione e si mosse per andare incontro al fallo di Orgrim. Per fortuna aveva lubrificato in abbondanza: la sua saliva aiutò a vincere la resistenza dei suoi muscoli stretti e mitigare il dolore. Il giovane figlio del Capoclan digrignò i denti in una muta smorfia di dolore mentre l'erezione del suo amico scivolava dentro di lui. Si risedette quasi di peso sopra il bacino di Orgrim per includerlo tutto.
Emise un grugnito e si chinò sul torso di Doomhammer, lo afferrò con ambedue le mani per le guance fredde e lo baciò.
Orgrim si tese di piacere sotto di lui, cercando un punto per appoggiare i piedi solidamente e potersi spingere dentro il corpo caldo di Durotan, ma si ritrovò a muoversi a vuoto.
Orgrim mugugnò stizzito e l'altro rise piano.
«Chi ha proposto di farlo qui? Non vorrai tirarti indietro ora che siamo al dunque...» lo prese in giro Durotan.
«Non ho mai detto... n-niente del genere...» Orgrim balbettava appena per la bassa temperatura. Si sporse a catturare di nuovo le labbra del partner.
Quest'ultimo prese ad agitarsi con più foga sopra di lui, aiutandosi con le ginocchia ad avere una base più solida su cui puntellarsi.
Si sentiva così pieno e completo. Ogni volta che si spingeva di nuovo l'erezione di Orgrim dentro reprimeva a stento un mugolio. Voleva sentirlo sempre più in profondità.
Raggiunse l'orgasmo e si accasciò contro la spalla possente di Doomhammer, chiudendo gli occhi e respirando attraverso le sottili fessure tra i denti. L'aria raschiava in maniera sgraziata uscendo ed entrando, ed il rumore era in parte smorzato dalla pressione del viso di Durotan contro il suo partner. Schizzò su di lui senza porsi freno, continuando a muoversi con impeto fino a che non si fu completamente svuotato. Nel farlo riuscì a far raggiungere una seconda volta l'orgasmo ad Orgrim.
L'Orco inarcò la schiena e mugghiò roco a voce un po' più alta, costringendo l'altro a cacciargli frettolosamente la lingua in bocca e baciarlo con veemenza per evitare che li scoprissero proprio allora, adesso che erano arrivati al culmine. Sarebbe stato difficile per entrambi fermarsi e cercare un nascondiglio in fretta e furia arrivati a quel punto.
Durotan si sentì riempire dallo sperma del suo partner e si raddrizzò leggermente per poterlo percepire meglio, più a fondo.
Orgrim tremava in silenzio, infreddolito ma soddisfatto. Rimasero fermi lì per diversi secondi, aspettando che l'estasi si consumasse.
«Contento...?» domandò Durotan «È stato come te l'eri immaginato?» indagò, stendendosi di nuovo sopra il petto di Orgrim, incurante delle macchie di sperma.
«Questo Scranno è più scomodo e duro di quanto sembri...» brontolò a bassa voce Doomhammer «Per il resto... non posso lamentarmi».
«A parte il freddo» lo prese in giro Durotan, oscillando lentamente su di lui.
«Non mi sono lamentato del freddo!» replicò stizzito Orgrim «Però non mi dispiacerebbe andare in capanna adesso...» ammise subito dopo, deviando lo sguardo.
«Neanche a me» si aggiunse Durotan. Sapeva che il suo amico aspettava una risposta del genere da parte sua. Non gli piaceva mettere in mostra le sue debolezze se non era sicuro che fossero condivise almeno in parte.
Il figlio del Capoclan scese dal bacino del suo partner lentamente, sfilandosi la sua erezione dal fondoschiena senza movimenti bruschi e serrando le chiappe non appena libero per evitare che il suo ripieno fuoriuscisse. Gli piaceva sentirlo dentro di sé, per cui voleva trattenerlo ancora per un po'.
Orgrim si puntellò sui gomiti e si issò seduto con cautela, scivolando verso il bordo dello Scranno di Pietra e tornando ad affondare i piedi nudi nella neve. Ormai le gambe gli dolevano per l'intorpidimento dovuto al freddo, per cui quasi non si accorse della differenza di temperatura alle estremità inferiori.
Durotan era in condizioni molto migliori delle sue; pertanto lo aiutò ad alzarsi quando il suo primo tentativo si rivelò un totale fallimento. Lo cinse con un braccio all'altezza dei fianchi e lo tenne stretto a sé.
«Penso sia meglio rivestirsi...» ponderò Durotan a beneficio di entrambi. Orgrim si limitò ad annuire.
Si rivestirono il più rapidamente possibile. Entrambi davano segno di stare cedendo al gelo notturno e non vedevano l'ora di ritirarsi nel caldo riparo delle loro capanne. Orgrim in particolare quasi non riusciva a smettere di tremare, nonostante lo sforzo fosse palese nella smorfia che gli deformava il viso.
Durotan cercò di riscaldarlo come meglio poteva con la sua pelliccia e con il suo calore corporeo - che pure si era in parte smorzato.
«Ora penso tu rimpianga la tua abitudine di rasare a zero i capelli» lo prese bonariamente in giro Durotan.
«Sta' z-zi-zitto...» balbettò frustrato Orgrim, dandogli una debole gomitata nel fianco.
Si allontanarono abbracciati l'uno all'altro verso la capanna di Orgrim e sua madre.
«Vai a dormire, prima di prenderti qualcosa» disse Durotan, dando all'amico una pacca sul sedere per spingerlo dentro «Magari la prossima volta ci portiamo una pelliccia da stendere sullo Scranno...» sussurrò in tono divertito e allusivo insieme.
L'altro si voltò a guardarlo da sopra una larga spalla, grugnendo piano.
«Ti comporti sempre da santarellino... in realtà sei un ribelle peggio di me» commentò, sogghignando con aria compiaciuta.
Durotan sollevò il mento con espressione vagamente altezzosa.
«Ti piace che lo sia, non fare finta di niente» esclamò «Ricordati di farti ricucire i pantaloni» soggiunse.
Doomhammer gli rivolse un'ultima occhiata di sbieco, poi sollevò il telo che mascherava l'ingresso alla sua capanna e vi sparì oltre senza aggiungere altro. Durotan si strinse nella sua pelliccia, dirigendosi verso la capanna del Capoclan. Prima di coricarsi avrebbe dovuto eliminare lo sperma di Orgrim, con suo sommo dispiacere.
Prima di rientrare sgattaiolando nella capanna della sua famiglia, Durotan si fermò a lanciare uno sguardo da lontano allo Scranno di Pietra. Nonostante le sue rimostranze e le sue incertezze iniziali su quanto potesse essere giusto o sbagliato profanare quella pietra sacra, si era divertito. Era stato eccitante fare qualcosa che considerava profondamente sbagliato, avere la costante impressione di essere sul punto di essere scoperti.
Forse avrebbe dovuto dare retta al suo amico e smetterla di ragionare troppo, dando maggiormente ascolto al suo istinto. Avrebbero potuto rifarlo presto se nessuno avesse fatto domande inopportune sul perché si fossero tanto attardati fuori. Se fosse andato tutto bene avrebbero potuto riprovarci già la sera dopo.
Durotan scosse il capo. Magari essere così precipitosi era un errore... o forse no.
«Speriamo che Orgrim non si sia preso un malanno a stare così a lungo nudo qui fuori...» commentò tra sé, sorridendo mentre pian piano scivolava dentro casa sua, attento a non svegliare i suoi genitori.
Visti i fremiti che aveva avuto poco prima di rientrare, era probabile che il suo timore si realizzasse, e a quel punto avrebbero per forza dovuto aspettare che si rimettesse in sesto prima che potessero dedicarsi ad escogitare altre bravate profane da sperimentare.

June 2017

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