fiamma_drakon: dejichan © (p0rn...?)
[personal profile] fiamma_drakon
Titolo: Duro risveglio
Rating: Rosso
Genere: Erotico
Personaggi: Milly Thompson, Vash the Stampede
Wordcount: 800 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Prompt: Showtime / #2. In segreto @ [livejournal.com profile] mmom_italia
Note: Gen, Self!love
Confuso dalla sensazione di fastidio fisico piuttosto forte, si sollevò mettendosi carponi sotto le coperte ed abbassò lo sguardo verso il cavallo dei pantaloni del pigiama.
«Ma che...?» borbottò arrossendo visibilmente.


Non capitava molto spesso che Vash si svegliasse non in obbedienza alla fame o perché aveva appena avuto un incubo. Nonostante tutto, lui era e rimaneva di fatto un uomo e pertanto doveva sottostare a certi bisogni che si presentavano talvolta in maniera inattesa e piuttosto urgente. 
Quella mattina Vash era stato destato dal suo pene decisamente duro schiacciato sotto il peso del suo corpo - stava dormendo prono sul materasso, posizione anch'essa insolita per i suoi standard. 
Confuso dalla sensazione di fastidio fisico piuttosto forte, si sollevò mettendosi carponi sotto le coperte ed abbassò lo sguardo verso il cavallo dei pantaloni del pigiama. 
«Ma che...?» borbottò arrossendo visibilmente: il tessuto del suo pigiama non era abbastanza spesso da nascondere il profilo decisamente palese del suo pene, che pendeva rigido e dritto dal suo inguine. 
Si portò una mano tra le gambe sfiorandosi, sussultando nel constatare che al tatto pareva ancor più duro di quanto paresse alla sola vista. Doveva fare qualcosa prima che la situazione peggiorasse: ignorarlo non sarebbe servito a molto. 
Si tolse la coperta di dosso e scivolò sull'orlo del materasso, cercando la posizione che reputava più comoda in previsione di quanto si accingeva a fare. 
A metà dell'opera un brivido gli corse lungo la schiena. Lentamente si alzò e si accostò alla porta della stanza, posandovi contro l'orecchio e prestando ascolto ai rumori che si iniziavano a sentire provenire dal corridoio. 
Aveva paura che Meryl e Milly - che in genere si svegliavano di buon ora - irrompessero nella sua stanza - non si preoccupavano molto di bussare, specialmente perché nella maggior parte dei casi trovavano la camera già vuota e lui che cercava di svignarsela nella hall - proprio mentre era nel bel mezzo del tutto. 
Era imbarazzante pensare che quelle due donne lo vedessero mentre si masturbava ed era ancora peggio considerato che non era molto contento di esibire il proprio corpo senza abiti a causa delle innumerevoli cicatrici che lo ricoprivano. 
Fuori della sua porta non si sentivano rumori di passi in avvicinamento, per cui Vash se ne tornò di fretta sul letto. 
Si tolse la maglia del pigiama e si abbassò i pantaloni fino alle ginocchia insieme ai boxer, osservandosi attorno come se temesse che le due assicuratrici sbucassero da un passaggio segreto nella parete all'improvviso. 
Si strinse il pene con la mano non meccanica e cominciò a muoverla su e giù con un ritmo dapprima lento, poi sempre più incalzante.  
«Ohw...» bofonchiò con un sospiro trasognato mentre accelerava l'impeto della masturbazione. 
Divaricò le gambe finché i pantaloni potevano resistere e finché non cominciò a percepire più forte il piacere. 
Mugolò beato, socchiudendo le palpebre in un'espressione di ebete estasi. 
Stava iniziando a sudare e desiderare di raggiungere l'orgasmo in fretta, ansioso di arrivare al picco massimo del piacere. 
Accelerò ancora, tanto che la mano cominciò a dolergli un po'; tuttavia godeva talmente tanto che quasi non se ne rendeva conto. 
«Oh, sì...» gemette con un sospiro tremulo. Era quasi arrivato quando si rese conto che era a letto e non in bagno. 
«Cavolo...» disse facendo per smettere, ma ormai era tardi: venne schizzando col suo seme il pavimento ed il materasso in maniera abbastanza copiosa. 
Un fremito di sollievo e soddisfazione lo attraversò da capo a piedi, lasciandolo momentaneamente stordito. Appena ci riuscì si sollevò in piedi per controllare i danni e barcollò cadendo di sedere sul pavimento, peggiorando ulteriormente lo stato delle cose. 
Vash si inginocchiò a terra e fissò la macchia di sperma con sguardo allarmato: «E adesso... che faccio?». 
Si guardò intorno cercando qualcosa con cui poter pulire ma senza alcun successo. 
In quello stesso momento dall'altra parte della porta udì risuonare la voce di Milly chiamare: «Mr. Vash è sveglio?». 
Il biondo si alzò di scatto e corse verso la porta a perdifiato, dimenticandosi delle braghe calate. I pantaloni tirarono in risposta al movimento brusco e lui rovinò a terra sbattendo contro la porta abbastanza forte da impedire a Milly di aprire. 
«Mr. Vash c'è qualche problema?» domandò gentilmente la donna udendo il fracasso della caduta dall'interno. 
«N-no ma non puoi entrare!» si affrettò a rispondere lui, premendo con tutto il peso del proprio corpo contro l'uscio «È-è che sono nudo! Ho fatto il bagno...» mentì sperando che il tremito nella voce non lo tradisse. 
Per fortuna Milly non era eccessivamente brillante: «Va bene signor Vash, si sbrighi che il capo sta preparando la colazione». 
«Eh? Oh, sì certo...» le assicurò, rimanendo in ascolto finché i passi di lei non si furono attutiti. A quel punto tirò un sospiro di sollievo e si morse un labbro allo stesso tempo, rialzandosi e massaggiandosi la testa ancora dolorante. 
Lo sguardo gli cadde sulle cosce, che si erano sporcate con lo sperma che gli era gocciolato dal pene quand'era venuto. 
«E adesso come faccio?! Non ho neanche un paio di mutande pulite al momento!» si lamentò il biondo, lasciandosi prendere leggermente dal panico «Aaaah! Perché capitano tutte a me?!».
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