fiamma_drakon: dejichan © (Takano/Onodera)
[personal profile] fiamma_drakon
Titolo: Labbra morbide e invitanti
Rating: Rosso
Genere: Erotico, Slice of life
Personaggi: Nicholas D. Wolfwood, Vash the Stampede
Wordcount: 1532 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Prompt: Roberta / #4. Cuscino/materasso @ [livejournal.com profile] mmom_italia
Note: Lemon, Self!love, Yaoi
«E la colpa è tutta tua, testa a punta...» bofonchiò a voce così bassa che a fatica riuscì a sentirsi da solo, figurarsi a turbare il sonno profondo di Vash.
Le labbra del biondo, che aveva immaginato tante e tante volte fargli le cose peggiori che un uomo di chiesa potesse arrivare a pensare erano così vicine alle sue che non riusciva quasi a crederlo possibile.


Quando non era in giro a far danni Vash poteva essere impegnato a fare solo due cose: mangiare o dormire. 
Nicholas all'inizio si era sorpreso di quanto riuscisse ad accontentarsi di poco nella sua disperata ricerca di un po' di tranquillità, poi aveva metabolizzato il fatto che quello era il vero carattere del ricercato da sessanta miliardi di doppi dollari. 
Il reverendo spalancò la porta della stanza affittata da Vash con uno schianto secco contro il muro che quasi disintegrò il battente. 
«Ehi, Vash! È permesso?» domandò Nicholas a voce piuttosto alta, quasi gridando. Quand'era di buon umore capitava spesso che parlasse con un tono un po' troppo alto. 
Il proprietario della stanza però non parve accorgersi di niente di quanto era appena accaduto né tantomeno del tonante richiamo. 
Wolfwood si avvide solo dopo qualche attimo del fatto che Vash stava beatamente dormendo steso sopra le coperte del letto già rifatto. 
Il sole filtrava dalla finestra alla destra del letto, gettando un fascio di luce quadrata sull'addome del biondo rivestito di nero. 
Il cappotto rosso - che in genere teneva sempre addosso e che copriva buona parte della sua corporatura alla vista - era appeso ad un appendiabiti alla parete, cosicché adesso le sue spalle larghe e la vita stretta erano esposte allo sguardo scrutatore del reverendo, che entrò avvicinandosi al letto. 
Dall'espressione beata e rilassata che recava in viso non sembrava minimamente che avesse dovuto attraversare situazioni quasi fatali per salvarsi la pelle. 
«Che tipo... dormirebbe tutto il giorno se non dovesse anche mangiare» sospirò Nicholas abbozzando un sorriso pieno di tenerezza. 
Senza neanche esserne conscio fino in fondo si ritrovò a fissarlo con attenzione e curiosità insieme: com'era possibile che sembrasse tanto innocuo? 
Sembrava quasi più giovane dell'età che dimostrava di avere da sveglio. 
Wolfwood avanzò verso nella camera diretto verso il pistolero. Posò un ginocchio sul materasso di Vash facendolo cigolare appena mentre si chinava sempre più vicino al viso del biondo, esaminandolo. 
Una mano finì sul suo petto, trovando al di sotto degli abiti un torace solido su cui fare appoggio. 
Era fatalmente attratto da quell'uomo e non riusciva a toglierselo dalla testa. Spesso quand'era da solo nella sua stanza, gli era capitato di ritrovarsi a porsi domande quali per esempio come sarebbe stato baciare il famigerato Vash the Stampede o che profumo avessero i suoi capelli e come sarebbe stato accarezzarli. 
Era ridotto peggio di una fidanzatina alla prima cotta ed era convinto che se avesse continuato in quella maniera prima o poi sarebbe impazzito del tutto. 
«E la colpa è tutta tua, testa a punta...» bofonchiò a voce così bassa che a fatica riuscì a sentirsi da solo, figurarsi a turbare il sonno profondo di Vash. 
Le labbra del biondo, che aveva immaginato tante e tante volte fargli le cose peggiori che un uomo di chiesa potesse arrivare a pensare erano così vicine alle sue che non riusciva quasi a crederlo possibile. Erano distese in un'espressione neutra e sembravano gridargli di approfittare di quel momento per soddisfare la sua curiosità. 
Nicholas deglutì a vuoto arrossendo mentre avvertiva la scomoda sensazione della cucitura al cavallo dei pantaloni che tirava, segno che la situazione lo stava eccitando. Annullò la residua distanza che lo separava dalla bocca di Vash e chiuse gli occhi, assaporando quelle labbra morbide e fresche contro le proprie decisamente più calde. 
Continuò ad insistere percependo una piacevole sensazione irradiargli nel bassoventre e la bocca di Vash rimanere immobile sotto la sua non come se stesse serrando le labbra forzatamente bensì morbidamente. Quella totale arrendevolezza convinse il reverendo a cercare di penetrare quelle labbra così ardentemente desiderate con la lingua, ma si bloccò quando una mano improvvisamente gli afferrò una natica e gliela palpò con forza. 
Mandando uno stridulo gridolino di sorpresa si staccò da Vash e si sollevò da lui ansimando, portando lo sguardo oltre le spalle. 
«Ma che razza di prete sei, si può sapere?». 
Il commento di Vash lo colse alla sprovvista, soprattutto considerando che nei pochi secondi che Nicholas impiegò a voltarsi di nuovo il biondo si era messo seduto e gli aveva cinto con un braccio la vita. 
Wolfwood rimase momentaneamente spiazzato, non sapendo che scusa inventarsi per giustificare la sua presenza lì. Se solo si fosse ricordato che era andato nella sua camera per ingannare il tempo chiacchierando forse avrebbe potuto cavarsela, ma la sua mente era impegnata con ben altri pensieri. 
«Io...» esordì con voce incerta, fissando Vash dritto negli occhi mentre il suo viso prendeva letteralmente fuoco. Avrebbe continuato a cercare qualcosa da dire se il suo cervello non avesse realizzato il significato implicito dell'affermazione del biondo. 
«Da quanto eri sveglio?» domandò indignato Nicholas. 
«Da... abbastanza» rispose Vash tenendosi sul vago, esibendo un sorrisetto sarcastico che punse sul vivo Nicholas. 
«Dannato, perché mi hai lasciato fare...?» ringhiò, picchiandogli un pugno sulla spalla. 
«Perché era divertente...» rise il biondo, bloccandogli il pugno e stringendolo nella propria presa «E poi perché mi stava piacendo» soggiunse, inserendo le dita tra quelle serrate del moro ed aprendole per poi intrecciarvi le proprie. 
Nicholas rimase sorpreso dalla sua ultima affermazione: lui, Vash the Stampede, famoso per essere un cascamorto di prima categoria, in realtà... preferiva gli uomini? 
Nicholas fece per allontanarsi ma Vash lo trattenne, costringendolo con la mano che aveva dietro la sua schiena a piegarsi verso di lui. 
«Che stai facendo, testa a p...!» esclamò tentando di resistere, ma il biondo protese il collo per congiungere di nuovo le labbra con le sue. 
Nicholas provò un brivido di piacere nel rinnovare quel contatto. Non pensava che gli si sarebbe ripresentata l'opportunità tanto in fretta ma doveva ammettere che non gli dispiaceva affatto. 
Vash lo spinse verso un baratro dal quale temeva non sarebbe riuscito a tornare indietro: con la lingua violò la sua bocca e penetrò in cerca del suo muscolo. Nicholas si prestò senza remore, usando la lingua al massimo della sua esperienza, che peraltro era piuttosto scarsa. 
Il fervore del contatto gli fece perdere ogni voglia di sottrarsi alla presa del biondo; anzi, gli si accostò ancor di più spingendolo di nuovo disteso sul copriletto. 
Fu a quel punto che Vash gli accarezzò il cavallo dei pantaloni, scoprendo la portata dell'interesse di Wolfwood nei suoi confronti. 
«Wow, non credevo di fare quest'effetto pure su di te!» commentò staccandosi dalla sua bocca, dandosi arie di gran rubacuori. 
«Ah, e su chi altro lo faresti?» domandò il moro con voce leggermente arrochita, inarcando le sopracciglia con fare perplesso. 
«Un sacco di donne mi vorrebbero, che credi!» si vantò Vash. 
«Ah, certo... nei tuoi sogni!» gli rimbeccò l'altro. 
Vash insistette accarezzando quel punto ora così sensibile e Nicholas vacillò leggermente, colto alla sprovvista dal desiderio che era sbocciato in lui. Un gemito soffocato gli sfuggì dalle labbra e Vash lo interpretò come un invito a continuare: gli inserì le dita all'interno del lembo dei pantaloni, facendo pressione per abbassarli. 
Nicholas si morse il labbro inferiore nel tentativo di reprimere un gemito di sollievo per la cucitura dei pantaloni che smetteva di fare pressione sulla sua erezione. 
«Non credevo che sarei riuscito a vederti in questo stato tanto in fretta» ammise Vash ridacchiando mentre spingeva il reverendo supino sul letto e lo sovrastava. 
«Io non credevo fossi interessato» replicò a tono Nicholas, il respiro corto per lo sforzo di mantenere una parvenza d'autocontrollo. 
Vash ignorò il commento mentre prendeva posizione sedendosi tra le sue gambe divaricate. Gli abbassò le mutande, liberando il suo pene, che si erse turgido dal corpo di Wolfwood, il quale a quel punto si lasciò sfuggire un sospiro. 
Il biondo gli posizionò la mano attorno all'erezione e prese a masturbarlo lentamente, osservando il suo viso contrarsi leggermente e rilassarsi mentre un'estranea sensazione di forte piacere lo pervadeva. 
Non avrebbe mai pensato di dirlo, ma doveva ammettere che Vash - almeno in quel frangente - sapeva il fatto suo veramente. 
Il biondo si stava divertendo come un bambino vedendo Nicholas contorcersi e gemere sotto il suo tocco. Era un bell'uomo e vederlo in quel momento stava accendendo in lui la voglia di mettersi pienamente in gioco a sua volta, anche se il timore di esibire le numerose cicatrici era un ottimo deterrente. 
Wolfwood godeva in modo piuttosto rumoroso e sembrava sul punto di venire ogni istante. 
«Sei veramente un tipo strano, reverendo...» commentò Vash all'improvviso. 
«Perc-ah...! Per... ché?» sospirò, le palpebre calate a metà in un'espressione estatica. 
«Sembra che tu sia quasi in fondo e invece continui a mugolare...» spiegò il biondo. 
«Non lo faccio di proposito» si giustificò il moro con un fil di voce. 
Improvvisamente avvertì crescergli dentro un piacere talmente intenso da mozzargli il fiato. Si tese inarcando la schiena e prese ad incitare a mezza voce il compagno, spronandolo a proseguire più velocemente. 
Vash eseguì e Nicholas venne esalando un gridolino roco, schizzando il proprio seme sulla mano del partner ed oltre, mancando di poco i suoi vestiti ma colpendo in pieno le lenzuola. 
Wolfwood si rilassò tremando e respirando affannosamente. 
«Oh...» sospirò sollevato. 
«Mh... ti è piaciuto?» volle sapere Vash, chinandosi su di lui. 
«Che domande stupide, certo!» ringhiò Nicholas indignato, puntellandosi sui gomiti «Non sarei arrivato a questo punto altrimenti». 
«Volevo sentirtelo dire, ihih!» rise Vash, baciandolo rapidamente ancora una volta «Sistemati prima che Milly o Meryl vengano a cercarci» soggiunse, alzandosi in piedi «Comincio ad avere un certo languorino...». 
«È facile a dirsi per te...! A me fa male tutto...» protestò Nicholas sedendosi. 
«Allora prima di tornare per un altro giro perché non fai un po' di pratica...?» gli suggerì Vash in tono sarcastico.
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