fiamma_drakon: dejichan © (Neuro_Nōgami)
[personal profile] fiamma_drakon
Titolo: Scoperte inaspettate
Rating: Rosso
Genere: Erotico, Slice of life
Personaggi: Nicholas D. Wolfwood, Vash the Stampede
Wordcount: 1287 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Prompt: Showtime / #3. Hai bisogno di aiuto? @ [livejournal.com profile] mmom_italia
Note: Drunk!sex, Lemon, Self!love, Yaoi (one-sided)
Vash era pesante da trasportare e farlo entrare nella vasca da bagno si era rivelata un'impresa difficile al pari dell'accompagnarlo in camera. Fortunatamente il biondo non aveva opposto tanta resistenza, altrimenti Nicholas avrebbe dovuto stordirlo per costringerlo ad obbedirgli.

«Dovresti smetterla di bere se non reggi affatto l'alcol, sai?». 
Nicholas era inginocchiato di fianco alla vasca da bagno di Vash, nudo e seduto all'interno. Il biondo aveva un'espressione decisamente confusa e assente e pareva che da un momento all'altro stesse per addormentarsi. Le guance erano paonazze. 
Aveva bevuto tanto quella sera, decisamente troppo per la sua scarsa resistenza ed aveva finito col dare di stomaco sotto gli occhi di tutti. Il grande temuto Vash the Stampede messo K.O. da qualche bicchierino di troppo. Era paradossale. 
Date le sue condizioni, Milly e Meryl avevano chiesto a Nicholas di accompagnarlo nella sua camera ed aiutarlo a lavarsi e andare a dormire. Il reverendo non aveva saputo dire di no, specialmente per il modo gentile con cui gli avevano chiesto aiuto; così aveva scortato l'ubriaco nella sua stanza, l'aveva spogliato dei suoi abiti sporchi - impresa che si era rivelata piuttosto difficile data la sua corporatura slanciata e i movimenti sconclusionati che la sbronza lo induceva a fare - e poi l'aveva condotto in bagno. 
Vash era pesante da trasportare e farlo entrare nella vasca da bagno si era rivelata un'impresa difficile al pari dell'accompagnarlo in camera. Fortunatamente il biondo non aveva opposto tanta resistenza, altrimenti Nicholas avrebbe dovuto stordirlo per costringerlo ad obbedirgli. 
Riempire d'acqua la vasca fu una cosa relativamente facile rispetto al resto, anche se c'era già Vash dentro. 
Il biondo guardò il reverendo con espressione smarrita, abbozzando un sorrisetto ebete. 
«Io bevo quanto mi pare» dichiarò cercando di darsi importanza, ma finì solo col fare pietà a Nicholas. 
«Se deve finire così ogni volta grazie, ma passo...» sospirò Wolfwood, tirandosi su le maniche della camicia per poter insaponare la schiena marchiata di cicatrici del pistolero. Viste le sue condizioni, preferiva assisterlo nel lavarsi piuttosto che ritrovarlo lì dentro l'indomani con la febbre alta e il raffreddore. 
Vash rise chinando la testa in avanti. 
«Non ti piace?» domandò. 
«Cosa dovrebbe piacermi?» chiese di rimando l'altro, confuso. 
Il ricercato spostò lo sguardo in basso, fissando l'acqua che gli arrivava fino al petto. Nicholas non riusciva a capire di cosa diavolo stesse parlando. 
Vash mosse leggermente il braccio destro ed un gemito accorato gli sfuggì dalle labbra, cogliendo di sorpresa Nicholas e facendolo arrossire: sembrava proprio che qualcosa gli stesse provocando un gran piacere. 
Una smorfia leggera gli alterò i lineamenti all'improvviso, come se stesse soffrendo. 
Il moro non capiva cosa gli stesse accadendo. Era ubriaco - su ciò non c'era alcun dubbio - ma non si era mai comportato in maniera così strana. 
Il suo primo istinto fu di lasciar perdere e proseguire con il suo compito; poi decise di soddisfare la propria curiosità e si sporse leggermente sopra la vasca, osservando la superficie dell'acqua più o meno nel punto dove poco prima gli occhi di Vash si erano posati. 
Il suo viso divenne paonazzo nel vedere la mano del biondo stretta attorno a quella che pareva essere a tutti gli effetti un'erezione. La sua
«Testa a punta cosa cavolo...?» esordì il reverendo, ma l'altro gli posò la testa sul braccio e lo fissò con cipiglio tenero, come se fosse un cucciolotto bisognoso d'affetto. 
«Succede sempre così con te...» sospirò con voce altalenante «Non... posso farci niente...». 
Il moro rimase attonito dinanzi a quella che pareva a tutti gli effetti una dichiarazione d'amore, anche se piuttosto insolita - ma d'altro canto quand'è che Vash the Stampede poteva definirsi una persona normale? 
Wolfwood gli accarezzò i capelli e l'espressione di Vash mutò ancora, divenendo decisamente simile a quella di un gatto che faceva le fusa. 
Gli dava una strana sensazione l'essere presente mentre Vash si masturbava ed era difficile accettare di essere lui la causa della sua eccitazione. 
Al biondo però non sembrava importare granché di quanto quello che aveva appena detto avesse inciso nella coscienza dell'altro. Si strofinava contro la mano che Nicholas aveva affondato tra i suoi capelli umidi e contro il suo braccio. 
Ad un certo punto lo sciacquio dato dal suo arto che si muoveva sott'acqua cessò e Vash esalò un sospiro deluso. 
«Sei già stanco?» domandò Nicholas, divertito da come l'amico stesse regredendo ad una fase puramente infantile. Anche se pure da sobrio spesso e volentieri si comportava da bambino, non lo aveva mai fatto in maniera così spinta. 
L'ubriaco annuì con un cenno esausto del capo, poi levò lo sguardo verso il suo volto con aria supplichevole. 
Nicholas a quel punto si trovò di fronte ad un ardua scelta: accontentarlo o fare finta di niente. Del resto, lui non provava niente di vagamente simile all'amore nei suoi confronti. Gli stava simpatico, era vero, e insieme si divertivano come mai aveva fatto prima di allora; tuttavia era ben lontano dall'amarlo e dall'eccitarsi in sua presenza. Si domandò da quanto Vash nutrisse quel tipo di sentimenti per lui e, in tal caso, pensò alla forza di volontà che aveva dovuto mettere in campo per tenerlo segreto. Doveva essergli costato tanto considerato che viaggiavano insieme a stretto contatto e soprattutto la portata della sua eccitazione. Probabilmente era stato un periodo piuttosto turbolento, eppure lui non si era mai accorto di niente. 
Vash era bravo a nascondere i suoi segreti quando ci si impegnava. 
Mandando un sospiro rassegnato e facendosi coraggio pensando che in fondo stava facendo la cosa giusta chiese: «Hai bisogno di aiuto?». 
L'espressione perplessa che il biondo gli rivolse lo fece esitare un attimo, poi però si risolse ad andare avanti nella sua scelta ed affondò un avambraccio nella vasca, arrivando fino al pene del compare e stringendolo con presa salda. 
Vash si produsse in un verso anomalo ed indefinibile che manifestava apertamente il suo piacere riguardo al suo intervento. 
Nicholas cominciò a masturbarlo con movimenti meccanici mentre lentamente si abituava alla situazione, che stava diventando assurda. Lui si masturbava molto raramente ed era poco pratico, quindi non aveva la più pallida idea di cosa potesse dare più piacere a Vash. 
Il problema parve però risolversi all'istante, perché a quanto sembrava l'unica cosa che importava al biondo era che lui fosse lì e stesse prendendo l'iniziativa. Subiva agitandosi appena, l'espressione inebetita ed estatica, le labbra semiaperte dalle quali continuavano ad uscire gemiti, sospiri e mugolii. 
Dopo diversi minuti Nicholas cominciò a sentirsi accaldato, non tanto per quello che stava facendo quanto piuttosto per i suoni che il compagno produceva: sembrava una donna in perenne godimento. La carica erotica insita nella sua voce stava raggiungendo livelli per lui intollerabili. 
«Ehi, piantala» gli impose, scoccandogli un'occhiataccia. Vash ignorò bellamente l'ordine e continuò a palesare il proprio piacere. 
«Guarda che non sto scherzando, è imbarazzante!» sbottò Nicholas, accelerando leggermente il ritmo in obbedienza alla sua rabbia. 
Vash fremette e si aggrappò al suo braccio sgranando gli occhi improvvisamente. Wolfwood vedendo l'improvviso mutamento si preoccupò e la sua mano rallentò ma quando lo fece l'altro emise un roco verso di delusione. 
«C-continua...» soffiò con un fil di voce «Più veloce...» aggiunse, prendendo alla sprovvista il moro. 
«Che?» fece quest'ultimo senza dargli ascolto. 
Vash iniziò ad agitarsi. Sembrava che qualcosa gli desse profondamente fastidio. 
«Sto per... per...» esclamò, ma poi si bloccò tendendo improvvisamente tutti i muscoli del corpo e addossandosi contro il bordo della vasca. Esalò un gridolino d'intenso piacere che sottolineò - e fece intuire al moro - il fatto che aveva appena raggiunto l'orgasmo. 
Il suo sperma si mischiò all'acqua nel quale era immerso, tingendola di bianco. Solo in quel momento Nicholas ritrasse il braccio, affatto felice di tenerlo lì dentro. 
Vash sospirò e si rilassò completamente nella vasca, rivolgendogli un sorrisetto compiaciuto. 
«Non credevo ne fossi capace...» ammise con voce incerta. 
«Sono uomo anch'io» gli fece notare Nicholas con una leggera smorfia d'irritazione in viso «Ora togli il tappo dallo scarico. Non puoi lavarti in quello schifo». 
Vash socchiuse gli occhi e bofonchiò: «Uhm... ho sonno adesso». 
«Non azzardarti a dormire! Non lì dentro!» gli vietò categorico Wolfwood, disgustato all'idea di dover infilate le mani in acqua per tirarlo fuori, ma ormai il danno era fatto e Vash si era addormentato.

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