fiamma_drakon: dejichan © (Flandre_Scarlet)
[personal profile] fiamma_drakon
Titolo: Rilassandosi con un bel bagno
Rating: Rosso
Genere: Erotico, Slice of life
Personaggi: Milly Thompson, Nicholas D. Wolfwood, Vash the Stampede
Wordcount: 1044 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Prompt: Showtime / #4. Trattenere il respiro @ [livejournal.com profile] mmom_italia
Note: Lemon, Self!love, Yaoi
«Ah, lo trovi divertente, mh?» fece il reverendo, immergendo ambedue le braccia in acqua «Vediamo se ti diverti tanto anche adesso...» proseguì, toccandogli una profonda e larga cicatrice che gli decorreva lungo un fianco.
Vash emise un verso di dolore e si addossò contro il petto di Wolfwood - era seduto tra le sue gambe in modo da dargli le spalle - premendo contro di lui.
«Smetti, mi fai maleee...!» piagnucolò con voce stridula, continuando a spingere contro il corpo del moro, il quale si stancò ben presto di sentirlo lagnarsi.
«Ti fa male anche qui...?».


«Testa a punta smettila di agitarti!». 
Nicholas si riparò gli occhi con una mano, onde evitare che gli schizzi di schiuma sollevati da Vash lo colpissero. 
«Come sei antipatico, testa quadra!» lo prese in giro Vash, spruzzandogli il viso con acqua insaponata. Sembrava quasi un bambino che faceva i dispetti al fratello più grande che lo stava costringendo a fare il bagnetto e non un uomo che stava facendo il bagno con il suo fidanzato. 
Nicholas voltò la testa appena in tempo per evitare che uno schizzo gli finisse nell'occhio. 
«Ehi!» protestò con veemenza. 
Per tutta risposta Vash rise divertito. 
«Ah, lo trovi divertente, mh?» fece il reverendo, immergendo ambedue le braccia in acqua «Vediamo se ti diverti tanto anche adesso...» proseguì, toccandogli una profonda e larga cicatrice che gli decorreva lungo un fianco. 
Vash emise un verso di dolore e si addossò contro il petto di Wolfwood - era seduto tra le sue gambe in modo da dargli le spalle - premendo contro di lui. 
«Smetti, mi fai maleee...!» piagnucolò con voce stridula, continuando a spingere contro il corpo del moro, il quale si stancò ben presto di sentirlo lagnarsi. 
«Ti fa male anche qui...?» gli chiese con un sussurro leggero all'orecchio, spostando la propria mano più in basso, sfiorandogli il pene e lo scroto. 
Il tifone umanoide sobbalzò emettendo un accorato gemito di stupore misto a piacere che invogliò il suo partner a perpetrare quell'intimo contatto. 
«Mmh...» sospirò Vash, rilassandosi contro di lui, godendo un po' per il piacevole tepore dell'acqua e un po' - anzi, parecchio - per la mano che gli stava accarezzando i testicoli con delicatezza in cerca dei punti per lui più sensibili. 
Nonostante fosse un uomo di chiesa, Wolfwood sapeva il fatto suo in ambito sessuale. 
«Sì, continua...» lo supplicò con un fil di voce il biondo, mordicchiandosi il labbro inferiore per sfogare un po' della tensione che gli si stava accumulando dentro. 
«Oh... ma quanto siamo peccaminosi...» gli bisbigliò ilare Nicholas all'orecchio, continuando a provocarlo deliberatamente. Gli piaceva toccare il suo corpo e sentire i suoi muscoli tendersi in risposta al suo tocco. 
La sua mano si spostò al suo pene, che percepì già parecchio duro. Lo percorse nella sua lunghezza fino ad arrivare all'estremità, che strinse con presa salda. 
Vash divaricò meglio le gambe, sistemandosi in una posizione a lui più congeniale mentre Nicholas cominciava a muovere la mano e masturbarlo di buona lena. Spostò il capo in maniera da poter tenere la bocca vicino all'orecchio del suo partner. 
«Ti piace...?» gli chiese a mezza voce. 
Vash lanciò un mugolio che palesava la sua risposta. 
«Sì, continua... a-aaah...» sospirò. 
Sembrava quasi un gatto che faceva le fusa e a Wolfwood piaceva. 
Il suo pene era caldo e duro e nella sua presa sembrava ancor più grosso di quanto in realtà non fosse. 
Vash inarcò la schiena, ansimando, poi si rilassò di nuovo con un sospiro. 
Nicholas sorrise: non ce la faceva proprio a rimanere fermo, neanche mentre godeva. 
Vash continuò ad agitarsi e mugolare a volume decisamente udibile, tanto da sovrastare il rumore dell'acqua che veniva smossa. 
Nicholas sapeva esattamente dove andare a toccarlo per farlo godere il più possibile. Era meraviglioso essere sottoposto alle sue attenzioni. 
Il reverendo si chinò leggermente in avanti per poter imprimere più energia al movimento del braccio. Così facendo si concesse un bacetto casto sulla guancia bollente del suo partner, che subiva inebetito da ciò che i suoi sensi gli restituivano. 
L'idillio s'interruppe bruscamente quando dalla stanza adiacente provenne una familiare voce femminile: «Signor Vash?». 
«È Milly!» sibilò Nicholas allarmato, guardandosi attorno freneticamente e pensando. 
L'asciugamano era troppo lontano perché potesse arrivarci senza uscire dalla vasca e Vash non era nelle condizioni per andare da Milly senza destare sospetti: la sua erezione era tale che anche una persona distratta come lei non avrebbe potuto non notarla. 
«Signor Vash?». 
Stavolta il richiamo fu accompagnato da alcuni colpi battuti sulla porta del bagno. 
Nicholas era nel panico: se li avesse visti assieme nella vasca l'avrebbe senz'altro riferito alla sua collega e lei - che era molto più sveglia - non ci avrebbe messo molto a tirare le somme. Sarebbe stata una disgrazia se li avessero scoperti. 
Si maledisse per non aver chiuso a chiave la porta del bagno. Non l'aveva fatto perché credeva che a quell'ora nessuno sarebbe andato a cercarli. 
All'improvviso un'idea fece la sua tempestiva comparsa e subito Nicholas la mise in pratica. 
«Trattieni il respiro» avvertì il suo partner, che venne colto alla sprovvista sia dalla sua affermazione sia dalla mano che lo spinse con violenza sott'acqua. 
Cercò di dibattersi ma udì Nicholas ammonirlo: «Sta' fermo almeno un attimo!». 
Con la coda dell'occhio Wolfwood scorse i vestiti di Vash abbandonati sul pavimento e fece per sporgersi e toglierli di mezzo, ma si bloccò e tornò al suo posto quando la porta si aprì e Milly comparve nel vano. 
La ragazza si fermò a sua volta e la sua espressione divenne improvvisamente imbarazzata e colpevole. 
«Mi scusi reverendo, non pensavo che...». 
«No no tranquilla! Va tutto bene!» la rassicurò con voce un po' incrinata dall'agitazione «Perché cerchi Vash?». 
«Gli ho portato le ciambelle che mi aveva chiesto» rispose la ragazza. 
Vash, che si era un po' ripreso dallo scombussolamento ormonale, riuscì ad udire distintamente le sue parole attraverso l'acqua e cercò di riemergere. 
Nicholas, avvertendo la strenua opposizione, gli strinse più forte l'erezione attorno alla quale aveva tenuto una mano per precauzione in casi come quello. 
Vash si rabbonì subito e Wolfwood poté proseguire con la sua messinscena: «Ah, non so dove sia finito. È uscito dicendo che andava a farsi un giro...». 
«Che cosa? Un giro...?!» ripeté Milly allibita «Devo andare a dirlo al capo!». 
Ciò detto uscì di corsa senza guardarsi indietro neppure per ringraziare Nicholas dell'informazione o per salutare. 
Il moro ne fu assai felice, come testimoniò il profondo sospiro che emise. 
«Dove eravamo rimasti?» esclamò riprendendo a masturbare il biondo, che riemerse inspirando a pieni polmoni. 
«Accidenti... n-non ce la... facevo più...» boccheggiò. 
Si riprese in fretta dal mancato affogamento grazie alle sapienti attenzioni prestategli da Nicholas: non passarono neanche un paio di minuti che Vash, ansimando pesantemente, raggiunse l'orgasmo ed eiaculò in acqua. Il suo corpo tremò poi con un ulteriore verso di piena soddisfazione si accasciò contro il corpo del suo partner. 
«Ti è piaciuto?» gli domandò quest'ultimo. 
Vash annuì allungando poi il collo per posargli un bacio esausto sotto il mento. 
«Adesso ci laviamo davvero?» chiese. 
«Penso proprio che dovremmo farlo...» fu la semplice replica fornita da Nicholas mentre toglieva il tappo dal fondo della vasca.
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