fiamma_drakon: dejichan © (Neuro_Nōgami)
[personal profile] fiamma_drakon
Titolo: Di fetish piuttosto singolari
Rating: Rosso
Genere: Erotico
Personaggi: Nicholas D. Wolfwood, Vash the Stampede
Wordcount: 1342 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Prompt: Handmade / #1. Non convenzionale @ [livejournal.com profile] mmom_italia + Other Kinks per la Badwrong Week #4 @ [livejournal.com profile] maridichallenge
Note: Lemon, Self!love, Weapon!kink, Yaoi
Wolfwood fece un respiro profondo, affondando una mano tra i capelli ancora umidi che gli coprivano la fronte.
«Mi stai tradendo con una pistola?» domandò con tono di voce esasperato.


Nicholas si era convinto che Vash odiasse usare le pistole. La sua indole pacifista ed i suoi saldi principi morali riguardo l'importanza della vita altrui l'avevano indotto a credere che si portasse appresso delle armi solo per difesa personale dato l'inferno di civiltà in cui erano costretti a vivere. 
Fu perciò scioccante per Nicholas - che aveva accettato di dividere con il famigerato tifone umanoide la camera in albergo per risparmiare - uscire dal bagno e coglierlo in flagrante mentre, completamente nudo, cercava di infilarsi la canna della pistola nel fondoschiena. 
«C-che diavolo...?» esordì il reverendo, attirando in tal modo l'attenzione del biondo, il quale subito acquisì un intenso colorito porpora in volto «Cosa stai facendo?!». 
«I-io stavo... ahem...». 
Vash era evidentemente a corto di scuse plausibili da mettere in campo e Nicholas non aveva parole per descrivere il proprio stupore, tanto più che tra le gambe del compagno dalla sua posizione riusciva distintamente a scorgere la sua erezione e la mano con cui si teneva ben stretta l'estremità. 
Wolfwood fece un respiro profondo, affondando una mano tra i capelli ancora umidi che gli coprivano la fronte. 
«Mi stai tradendo con una pistola?» domandò con tono di voce esasperato. 
Avevano dichiarato il reciproco interesse affettivo e sessuale qualche tempo addietro ed erano abbastanza bravi a nascondere il tutto in pubblico, anche se appena riuscivano ad avere un momento d'intimità non si facevano certo scrupoli nel manifestare apertamente la loro attrazione. 
Nicholas aveva fatto un bel bagno caldo appositamente, in previsione di almeno un paio d'ore di vigoroso sesso che avrebbe visto Vash cedergli il ruolo dominante - come sempre - e lui voleva presentarsi al meglio delle sue possibilità. 
Sarà anche stato un reverendo, ma data la sua condotta abituale il fatto di andare a letto con qualcuno diveniva un qualcosa di pressoché insignificante. 
«Non credevo saresti uscito così in fretta...» ammise Vash a disagio, cercando di giustificarsi. 
«E tu eri casualmente eccitato al punto da voler fare tutto da solo con una pistola?» continuò ad insistere il reverendo «Mi reputo offeso». 
«Non ero eccitato casualmente! C'eri te qui e...» 
«Ah, quindi ti ho fatto eccitare e poi tu hai cercato di sostituirmi con qualcosa di più grosso?» lo interruppe furioso Nicholas. 
«Perché fraintendi le mie parole?!» frignò Vash indignato «Io non ho detto che non sei grosso abbastanza!». 
«E allora spiegami perché quella pistola è lì» volle sapere Wolfwood. 
Il tifone umanoide rimase momentaneamente zitto, deviando imbarazzato lo sguardo verso il pavimento, poi lo sollevò di nuovo e stavolta nei suoi occhi si leggeva chiaramente la vergogna. 
«I-io... non è che non apprezzi quando facciamo l'amore, eh... è solo che... ecco m-mi piace» riuscì ad ammettere Vash con forte imbarazzo. 
Nicholas inarcò eloquentemente un sopracciglio, incrociando le braccia ed appoggiandosi con la schiena nuda contro il muro alle sue spalle. 
«Ti piace?» ripeté perplesso «Farlo con le pistole?». 
«Sì...» confermò il biondo con un po' più di fermezza nella voce, trovando anche il coraggio di guardare negli occhi il suo partner. 
Non aveva mai detto a nessuno di quella sua strana passione e men che mai aveva immaginato di rivelarlo all'uomo con cui andava a letto quasi regolarmente. 
Lo sentiva come un segreto sporco da tenere solo per sé, qualcosa che gli altri non avrebbero potuto capire - e la reazione di Nicholas quando l'aveva visto gliene aveva data ulteriore conferma. 
Quest'ultimo a sorpresa abbozzò un sorrisetto che lasciò Vash del tutto spiazzato, quindi si allontanò dalla parete per accostarsi al letto. 
Si chinò a sfiorargli la mano con cui stava maneggiando il calcio della pistola e gliela spostò. 
«Avevi intenzione di tenere questa cosa per te ancora a lungo?» indagò. 
«Per la verità non volevo che tu lo sapessi...» rivelò Vash. 
Nicholas emise un sospiro, cominciando a giocherellare con l'arma estraendola dall'orifizio anale del biondo. L'anello muscolare si restrinse leggermente e lui gemette d'impulso, senza riuscire a trattenersi. 
«E volevi togliermi tutto questo divertimento...?» chiese ancora Wolfwood, estraendo completamente l'arma. Vash emise un mugolio di delusione che scatenò un'improvvisa ilarità nel suo amante. 
«Che hai da ridere?» brontolò offeso il tifone umanoide, voltandosi a guardarlo da sopra una spalla. 
Nicholas contemplò la canna della pistola umida per qualche momento prima di rivolgere a Vash un'occhiata d'intesa. 
«Oh, penso che mi divertirò un sacco stasera... e senza fare il minimo sforzo» replicò. 
Vash avvertì la canna che gli veniva premuta di nuovo contro il sedere e poi spinta all'interno dell'orifizio. S'inarcò sorpreso per l'irruenza del gesto ed un gridolino stupito gli sfuggì dalle labbra. 
«Suvvia, ho sentito grida migliori» lo prese in giro Nicholas. 
Vash si agitò cercando di allontanarsi da lui: «Non ti ho-oohw...!». Non riuscì a terminare la frase che il reverendo gli spinse la pistola ancor più affondo. 
«Non me l'hai chiesto, ma visto che lo stavi facendo per conto tuo significa che tutto sommato volevi... o sbaglio?» replicò Wolfwood logicamente, roteando l'arma in modo da far adattare la muscolatura interna del corpo di Vash alle dimensioni dell'oggetto estraneo. 
Il biondo gemette e si aggrappò con la mano libera al copriletto mentre l'altra continuava a muoversi sulla sua erezione. 
«Allora...?» insistette Nicholas, chinandosi a posargli una sequela di baci  sulla parte finale della spina dorsale. Vash s'inarcò appena, scosso da brividi di piacere per quel contatto del tutto inatteso. 
«No, non sbagli...» riuscì a rispondere il tifone umanoide non appena ebbe ripreso abbastanza fiato. 
Proseguì a masturbarsi con tale impeto che Nicholas si domandò se in realtà non stesse pensando di fare anche qualcos'altro dopo; tuttavia lui continuò a muovere la pistola. 
I versi prodotti dal suo partner divenivano sempre più accorati e forti e riuscivano a toccare le sue corde più profonde, eccitandolo - anche se non fino al punto da farglielo diventare duro. 
Vash sperava di arrivare all'orgasmo quanto prima, non tanto perché Wolfwood non era in grado di stimolarlo adeguatamente - anzi, era fin troppo bravo considerato che dopotutto era un uomo di chiesa - ma perché voleva provare ancora più piacere di quello che già lo pervadeva in ogni parte del suo corpo. 
Le gambe gli tremavano tanto teneva i muscoli tesi e respirare ad un ritmo normale non gli bastava più. 
«Nicholas...» sospirò socchiudendo gli occhi, mordendosi il labbro inferiore. 
«Sì?» chiese l'altro con tono di voce basso, cercando di sembrare il più sexy possibile. 
Vash strinse la presa sul lenzuolo talmente forte da rischiare di strapparlo: avvertiva la familiare sensazione di piacere crescente che annunciava l'avvicinarsi dell'orgasmo. 
«C-ci sono... quasi» esalò a fatica, come se mettere insieme quelle poche parole gli costasse tantissimo. 
Cominciò a muovere la mano forsennatamente con movimenti sconclusionati e frettolosi nel tentativo di riuscire finalmente a raggiungere l'apice, ma in realtà perse solamente il ritmo. 
Wolfwood gli inserì la pistola parecchio affondo, fintantoché non gli strappò un lamento di dolore, poi infilò l'altra mano tra le sue gambe divaricate, sovrapponendola alla sua e guidandola sempre più rapidamente fino a che, con un grido di puro godimento, il biondo venne schizzando abbondantemente il proprio seme sul lenzuolo. 
Nicholas gli posò il mento in mezzo alla schiena sospirando soddisfatto mentre con la mano continuava a trattenere quella del suo partner. Aveva sperato di partecipare un po' di più in verità, però anche così non era stato poi così male.  
Vash vacillò e cadde prono sul materasso, esausto. 
«Che schifo, ti sei appena sdraiato sul tuo sperma...» constatò Wolfwood. 
«Sono stanchissimo...» bofonchiò Vash a mo' di scusa. 
Il moro estrasse con un gesto secco l'arma dal suo fondoschiena, dandogli un ulteriore motivo per lamentarsi. 
«Non serve essere così rudi...» esclamò, voltandosi in direzione del compagno con espressione dolorante, come se l'avesse appena schiaffeggiato «Fa male!». 
«Oh, avanti hai sopportato di peggio» lo riprese con ironia Nicholas «Piuttosto, alzati da lì appena ce la fai e pulisci: mica vorrai dormire così?». 
«Sei un insensibile...!» protestò con voce infantile Vash, guardandolo mentre andava verso il suo letto - situato dal lato opposto della camera e sul quale giacevano i suoi abiti - e si toglieva l'asciugamano che aveva tenuto fino ad allora stretto in vita. 
Vedendo che non si era eccitato per niente, il biondo sospirò: «Ti sei annoiato, vero?». 
«Diciamo che mi piace essere più partecipe» ammise Nicholas stringendosi nelle spalle mentre sollevava la camicia e faceva per metterla «Comunque terrò presente questa tua strana... passione per le pistole». 
Chissà perché Vash riuscì a cogliere qualcosa di vagamente minaccioso in quell'affermazione.
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