Effetti (in)desiderati da Azerite
Feb. 12th, 2019 09:21 pmTitolo: Effetti (in)desiderati da Azerite
Rating: Rosso
Genere: Erotico, Slice of Life
Personaggi: Anduin Wrynn, Genn Greymane
Wordcount: 3584 (wordcounter)
Prompt: Tensione per il Team Ahm-Gi per la Missione 1 della Settimana 1 del COW-T #9 @ Lande Di Fandom
Timeline: Ambientata tra le espansioni "Legion" e "Battle for Azeroth".
Note: Age Difference, Dub-Con, Lemon, Yaoi
«C'è stato un incidente... nel laboratorio di Meccatorque si è spezzato un frammento di Azerite e... non volevo farlo, giuro! Ma l'ho raccolto! E-e... Genn è successo come la prima volta!» c'era una vena di disperazione nella sua voce che chiunque sarebbe stato in grado di recepire. Studiando i suoi occhi abbastanza da vicino, il vecchio Worgen giurò di vedere un velo di lacrime agitarsi sulla superficie dei suoi occhi chiari.
Era quasi ora di pranzo e Forgiardente era nel pieno delle sue quotidiane attività. L’immensa forgia situata al centro della città sprigionava un calore tale da raggiungere persino la Sala degli Esploratori.
Re Anduin Wrynn non era avvezzo all’aria torrida che si respirava nella capitale nanica e non era stato previdente abbastanza da cambiare vestiario prima di raggiungere il luogo. Aveva indossato la sua armatura, come ormai faceva sempre senza rifletterci troppo su. Erano lontani i tempi in cui poteva permettersi di andare in giro vestito come un vero sacerdote, con solo una tunica leggera e dei pantaloni.
Il giovane sovrano si era recato a Forgiardente per vedere a che punto erano arrivati gli studi sull’Azerite degli Gnomi di Meccatorque. Era certo che le menti più brillanti fossero state messe al lavoro per quella ricerca e la quantità di operatori che sfrecciavano da una parte all’altra del laboratorio che era stato allestito per l’occasione ne era la prova tangibile.
Numerosi campioni di Azerite erano stati recuperati da Silithus grazie agli agenti dell’IR:7 ed erano stati portati lì per essere esaminati a dovere. Erano tutti piccoli frammenti ma Anduin sapeva che tipo di sensazione poteva dare maneggiarne anche una minuscola scheggia. Lo aveva testato in prima persona non molto tempo addietro.
«Stiamo facendo molti progressi, Re Wrynn. L’Azerite è un minerale molto versatile e sembra prestarsi a decine di usi diversi» gli disse mentre avanzavano nel laboratorio «Abbiamo già iniziato i progetti per alcune macchine di prova che lo possano utilizzare come carburante».
«Molto bene, sono lieto di saperlo. Ci sono stati incidenti nel reperire altri campioni?» indagò Anduin, guardandosi generalmente attorno senza focalizzare niente e nessuno.
«Nessuno. Tutti i miei ingegneri sono tornati sani e salvi da Silithus. Merito della protezione offerta dall’IR:7» Meccatorque chinò leggermente il capo verso il Re di Roccavento, mostrando la pelata in un chiaro cenno di ringraziamento.
«Non serve ringraziare. È mio dovere garantire la sicurezza, soprattutto se state svolgendo un lavoro per conto mio» minimizzò Anduin con un vago gesto della mano.
La coppia di leader continuò a camminare nella zona di lavoro degli Gnomi. Gelbin Meccatorque nella sua armatura era alto poco più del giovane Re Umano e riusciva a tenere il passo con le lunghe falcate di quest’ultimo senza problemi.
I due passarono vicino ad una nicchia in un un paio di Gnomi - un maschio e una femmina - stavano testando la reazione di una piccola lastra di Azerite a sollecitazioni fisiche e chimiche di vario tipo. Al momento erano impegnati a percuotere con forza la superficie del campione con un piccolo piccone.
Anduin li trovava quasi teneri da osservare, come tutti gli altri della loro razza e nonostante fosse ben consapevole di quanto fossero pericolosi armati delle loro temibili invenzioni.
Nel momento in cui il giovane sovrano si trovò a fissarli, la coppia riuscì a colpire col piccone in un punto così periferico della lastra che un frammento di Azerite riuscì a staccarsi dal resto e volare a terra, vicino ai piedi di Wrynn.
La Gnoma cominciò a saltellare per l’entusiasmo mentre il suo compagno di ricerca si allungava a prendere un quaderno per scarabocchiarvi frettolosamente degli appunti.
Il Re di Roccavento abbassò gli occhi azzurri sul frammento ai suoi piedi e immediatamente si sfilò un guanto mentre si piegava a raccoglierlo nello stesso istante in cui la Gnoma si avvicinava per fare altrettanto. Fu una reazione istintiva e spontanea ma se ne pentì nel momento stesso in cui l’Azerite lo travolse con le sue ondate di sensazioni di onnipotenza e serenità ma anche adrenalina ed energia dirompente. Anduin percepì il suo corpo rilassarsi e contrarsi ritmicamente seguendo le diverse stimolazioni. I suoi occhi si spalancarono mentre una scarica di energia si impossessava di lui. L’aveva già sentito la prima volta che aveva toccato a mani nude il misterioso minerale, eppure gli sembrava sempre una percezione poderosa come lo era stata la prima volta.
Il suo corpo reagì come le precedenti volte e il ragazzo si ritrovò ad ansimare leggermente con gli occhi spalancati e fissi dinanzi a sé. Era come se potesse prendere tutto ciò che voleva e in quel momento l’unica cosa che desiderava era ben lontana da lì.
«Re Anduin… tutto bene?» esclamò Meccatorque in tono preoccupato.
«Uh?» fece il diretto interessato, voltandosi con un brusco scatto.
Nello stesso momento sentì il frammento d’Azerite venirgli sottratto dalla mano. Fu come venir svuotato di colpo di ogni brama, come se fosse stato di colpo risvegliato da un sogno meraviglioso. Il ragazzo Umano abbassò lo sguardo e vide la Gnoma scienziata che teneva un grosso paio di pinze di metallo tra le cui estremità era sospeso il pezzo di Azerite che lo aveva così sconvolto.
«O-oh… sì, sto bene… grazie Gelbin...» esclamò dopo un poco il sovrano di Roccavento, rendendosi conto di avere addosso gli occhi dei tre Gnomi che aveva attorno.
«Mi dispiace, sarei dovuta essere più attenta con le precauzioni» la piccola ricercatrice si inchinò ripetutamente con aria mortificata «Chiedo scusa, Re Wrynn».
«Non… preoccuparti. Non è successo niente» cercò di rassicurarla Anduin, riprendendo il giro.
Purtroppo, per quanto intensamente desiderasse che le sue parole avessero un fondo di verità, il ragazzo si sentiva ancora in tumulto per il contatto diretto con l’Azerite. Era talmente agitato che non riusciva a concentrarsi su ciò che Meccatorque gli comunicava. Il suo cervello era ancora fermo all’incidente di poco prima e non riusciva a pensare ad altro che a colui che avrebbe potuto placare il suo morboso desiderio fisico.
Il Mastro Ingegnere notò la sua distrazione e ben presto interruppe il giro per dirgli: «Re Anduin sarebbe meglio tornare a Roccavento. Il contatto con l’Azerite deve averci provato molto».
Anduin sbatté ripetutamente le palpebre, costringendosi ad ascoltare le sue parole. Lo sforzo fu notevole, molto più di quel che immaginava.
«Sì… forse è meglio. Mi dispiace Gelbin, avrei dovuto stare più attento» si scusò il Re Umano «Tornerò quanto prima a controllare le novità, promesso».
E velocemente, molto più di quanto la buona creanza avrebbe consigliato, il ragazzo estrasse la sua Pietra del Ritorno da un sacchetto che portava fissato alla cintura e la sfregò, attivando l’incantesimo che l’avrebbe riportato immediatamente a Roccavento.
Genn Greymane stava consumando il suo pranzo in completa tranquillità nella sala da pranzo del castello di Roccavento. Se ne stava comodamente seduto su una delle grandi sedie in legno che circondavano il tavolo e mangiava in silenzio. Il suo sguardo vagava sull'arredo della stanza - piuttosto minimalista invero per essere quello di una sala da pranzo reale - e i suoi pensieri erano rivolti altrove.
Non era passato molto tempo dalla morte di Varian, eppure Anduin era riuscito ad accogliere sulle sue giovani spalle il fardello del comando senza ribellarsi né protestare. Era stato preparato ad un futuro come sovrano, anche se nessuno immaginava che sarebbe arrivato così presto vista la tempra di suo padre.
La sua giovane età lo rendeva tuttavia una facile preda per l'Orda e Genn non poteva evitare di essere preoccupato per la sua incolumità ogni volta che abbandonava la capitale per qualche impegno altrove, nonostante Anduin si facesse sempre seguire da una scorta quando non si trovava in territorio amico.
Anche in quel preciso momento, mentre lui era lì seduto a mangiarsi una gustosa bistecca, non riusciva a non pensare che il giovane re poteva essere in pericolo pur trovandosi nelle profondità ben sorvegliate di Forgiardente. Era più forte di lui, quando si trattava di quel ragazzino non poteva non angosciarsi per la sua salute.
«Ti stai ammorbidendo, vecchio lupo...!» rifletté tra sé e sé con un profondo sospiro, scuotendo pian piano la testa piena di capelli ormai bianchi. Probabilmente sarebbe stato quello il commento di Varian in merito all'attuale tipo di relazione che intercorreva tra lui e Anduin, anche se c'era molto di più dietro l'affetto che Greymane dimostrava verso il giovane Wrynn.
Il sovrano dell'ormai decaduto regno di Gilneas si stava occupando della generosa porzione di patate arrosto presente nel suo piatto quando il suo udito sensibile - una piacevole aggiunta dovuta alla maledizione dei worgen - captò un crepitio sottile nell'aria. Non era un esperto di magia ma sapeva riconoscere il rumore di un incantesimo di teletrasporto quando lo sentiva.
Ebbe appena il tempo di posare la forchetta che una figura inconfutabilmente maschile si materializzò dall'altro lato della tavola, girata completamente di spalle. I capelli biondi che sembravano brillare alla luce del sole che entrava dalle finestre e l'armatura d'argento recante i leoni simbolo dell'Alleanza sulle spalle non lasciavano adito a dubbi sulla sua identità.
Poco mancò che Genn soffocasse con le patate che stava masticando quando lo riconobbe. Fortunatamente aveva ancora del vino nella sua coppa e si apprestò a tracannarlo per buttar giù il cibo prima che fosse troppo tardi.
Nel mentre il nuovo arrivato si volse nella sua direzione, fissando Greymane con un paio di enormi occhi azzurri carichi di sorpresa e confusione insieme.
«Genn!» esalò con voce affannata, balzando leggermente indietro come se non si aspettasse di vederlo.
Non appena l'altro ebbe la bocca di nuovo libera esclamò: «Anduin! Cosa ci fai qui?! Eri a Forgiardente... non saresti dovuto tornare prima di stasera! Che cosa è successo? Sei stato aggredito?».
Genn corrugò le folte sopracciglia e si sporse verso il ragazzo. Era evidentemente preoccupato per lui.
Anduin per tutta risposta scosse il capo freneticamente e poi si accostò alla tavola, appoggiandosi ad essa con entrambe le mani mentre incrociava lo sguardo dell'altro. Stavolta c'era una nota di colpevolezza nella sua espressione.
«C'è stato un incidente... nel laboratorio di Meccatorque si è spezzato un frammento di Azerite e... non volevo farlo, giuro! Ma l'ho raccolto! E-e... Genn è successo come la prima volta!» c'era una vena di disperazione nella sua voce che chiunque sarebbe stato in grado di recepire. Studiando i suoi occhi abbastanza da vicino, il vecchio Worgen giurò di vedere un velo di lacrime agitarsi sulla superficie dei suoi occhi chiari.
Genn sapeva perfettamente a cosa si stava riferendo. D'altro canto, era stata la stessa sensazione che aveva percepito lui stesso quando aveva toccato il campione riportato da Mathias Shaw.
Non era una cosa di cui avevano parlato in giro e non sembrava nemmeno un effetto collaterale comune ad altre persone che avevano toccato l'Azerite, fatto che rendeva il tutto ancora più imbarazzante.
«Anduin...» Genn non riuscì a dire nient'altro. Aveva sperato che non succedesse ancora una cosa del genere visto che adesso erano entrambi consapevoli del fatto che l'Azerite riusciva a stimolarli sessualmente e ad attrarli l'uno verso l'altro in maniera inesorabile.
Re Wrynn protese entrambe le braccia e ghermì per il bavero del pastrano il suo interlocutore, avvicinandolo al suo viso così tanto che quest'ultimo riusciva a sentire il suo respiro accelerato sulla propria faccia.
«Non puoi lasciarmi in questo stato, Genn. Sono dovuto scappare da Forgiardente. Non riesco a concentrarmi se non risolvo questo problema... non riesco a pensare ad altro che a quella volta...» esclamò con inflessione disperata. Pareva consumato dalla brama che l'Azerite aveva fatto riaffiorare in lui.
Genn cercò di allontanarlo, anche se una parte di lui non voleva farlo. Il suo affetto paterno per quel ragazzo era diventato molto più romantico da quando Shaw aveva presentato loro l'Azerite. Lui stesso lo vedeva come un rapporto morboso e quasi malsano e si era adoperato perché non sussistessero più le condizioni necessarie affinché il rapporto sessuale che avevano consumato non molto tempo addietro si ripetesse. Si era tenuto a debita distanza da chiunque maneggiasse quella maledetta Azerite e aveva persino chiesto di non essere più convocato durante gli incontri tra il Re dell'Alleanza e il leader dell'IR:7. Eppure, nonostante tutti i suoi sforzi, ora quel giovane sovrano era lì davanti a lui e lo stava letteralmente implorando di scopare di nuovo. Con quale coraggio poteva sottrarsi alla sua richiesta?
«... d'accordo. Lo faremo... ma mettiti in testa che non è una cosa che dovresti prendere alla legg...!» esordì, ma venne zittito da un lungo bacio carico di urgenza e di quella che aveva tutta l'aria di essere passione.
Il sentimento insito in quel contatto colse alla sprovvista Greymane, che rimase immobile per l'intero atto, lasciando che fosse Anduin a decidere quando spezzarlo. Non poté tuttavia negare che al suo corpo quel bacio piacque più del dovuto.
Una volta separati, il ragazzo iniziò a togliersi l'armatura con movimenti quasi febbrili.
«Fermo! Fermo! Non pensi che dovremmo andare nelle tue stanze? Qui potremmo essere visti dai servitori...» fece presente Genn, bloccandogli un braccio mentre si piegava a sganciare uno dei suoi gambali.
Per tutta risposta, Anduin diede uno strattone e il Re di Gilneas si trovò seduto sul pavimento con il più giovane che incombeva su di lui.
«Scommetto che non è passato molto da quando ti hanno servito il pranzo. Non credo torneranno tanto presto a vedere se hai bisogno di altro...» esclamò, mettendosi in ginocchio a cavalcioni di Genn.
Quest'ultimo era confuso e nervoso e non sapeva come comportarsi dinanzi all'atteggiamento di Anduin. In parte ricordava con piacere ciò che era accaduto tra loro ma un'altra parte sentiva che era sbagliato cedere a quel tipo d'impulso, eppure si era eccitato con quel bacio di poco prima.
Il biondo schiacciò il proprio petto contro il suo, costringendolo supino sul pavimento, quindi tornò a baciarlo. Il più vecchio non si era ancora abituato al cambiamento fisico che era avvenuto in Anduin negli ultimi anni e faticava a credere che quello fosse lo stesso ragazzino gracile e completamente dedito al sacerdozio e al servizio della Luce che aveva conosciuto diversi anni prima.
A quel punto ogni tentativo di Genn di opporsi all'attrazione che nutriva verso il giovane Wrynn andò in fumo. Con le sue mani grandi e forti afferrò l'altro per le spalle e lo costrinse a staccarsi da lui per poi spostarlo e farlo sdraiare di lato sul pavimento, sotto al tavolo.
Genn ansimava pesantemente e fissava Anduin con un luccichio bramoso negli occhi. Con un gesto spiccio, l'uomo si liberò del pastrano, che gettò a terra senza tanti complimenti.
«Anduin... non sai a cosa stai andando incontro...» riuscì a dire con voce roca per il desiderio.
Il ragazzo sogghignò con aria furba mentre si sollevava seduto, tenendo la testa china per non sbatterla contro il piano del tavolo.
«Dov'è finito l'impeto dell'ultima volta, Genn?» lo provocò apertamente.
Il più anziano gli balzò addosso con uno scatto brusco. Tra baci, gemiti e occasionali testate che fecero tremare leggermente la tavola, la coppia si ritrovò aggrovigliata sul pavimento circondata da vestiti e pezzi sparsi di armatura.
Anduin nonostante la giovane età era fisicamente molto ben messo. I suoi muscoli si erano molto sviluppati negli ultimi anni, rendendo il suo corpo gracile e inadatto alla guerra solo un vago ricordo. Ora come ora era palese il motivo per cui i fabbri avevano dovuto costruirgli una nuova armatura rispetto a quella che era solito indossare prima.
Il ragazzo stava disteso supino sul pavimento freddo come se fosse stato un normale materasso, le gambe piegate e leggermente divaricate per dar modo a Greymane di stare in ginocchio tra di esse. Il suo pene era turgido e stava obliquo rivolto verso il suo addome tonico e piatto prima ancora che Genn avesse avuto modo di cominciare coi preliminari. Era eccitato esattamente come la prima volta. Il Re di Gilneas lo sentiva anche senza essere in forma di worgen. Era come se emanasse un odore al quale solo lui era in grado di rispondere.
«Cosa c'è? Non vorrai mica tirarti indietro proprio ora?» chiese il sovrano di Roccavento, mettendo su una specie di broncio e intrecciando le braccia sul torace così ampio e virile da rendere difficile pensare a quel ragazzo come ad un aspirante sacerdote. Chi praticava la magia - di qualsiasi tipo essa fosse - solitamente era dotato di scarsa prestanza fisica.
Il più anziano scosse leggermente il capo e gli rivolse un blando ghigno.
«Ammiravo solo quanto sei diventato grande, Anduin» disse, prima di infilarsi in bocca indice e medio per lubrificarli con la saliva.
Il più giovane cacciò un sospiro quasi esasperato a quelle parole.
«Davvero non riesci a notare altro, Genn? Me lo hai già detto un centinaio di volte almeno...» il biondo scrollò le spalle «Vista la situazione potresti... non so, fare degli apprezzamenti a quanto è diventata grande una parte specifica di me... no? Sarebbe più appropriato!» soggiunse con un mezzo sorriso carico di malizia.
Il più vecchio si curvò lentamente su di lui, afferrandogli una gamba e tenendola premuta contro il proprio fianco mentre l'altra mano scendeva a sondare lo spazio tra le sue natiche sode.
«Potrei... se fosse la cosa veramente più grande dentro questa stanza...» Genn incurvò le labbra con palese autocompiacimento mentre le sue falangi umide trovavano l'orifizio del suo partner «... forse eri troppo impegnato a gridare l'ultima volta per accertartene...».
Anduin stava per ribattere quando le dita di Greymane scivolarono dentro di lui. I suoi occhi azzurri si spalancarono e il suo cipiglio corrucciato si trasformò in un'espressione di stupore misto a piacere. Si aggrappò al braccio muscoloso dell'altro con un brusco scatto e si inarcò all'indietro mentre Genn muoveva le dita per allentare i muscoli, preparandoli ad accogliere qualcosa di più grosso.
«Spingiti... più all'interno...» soffiò il giovane Wrynn, riprendendo ad ansimare in maniera molto oscena.
Il suo partner sapeva di averlo in pugno. Era lui a condurre il gioco adesso e dettare il ritmo.
«Non vorrai che tutto finisca così presto... vero?» chiese con fare quasi retorico, continuando a muovere le falangi mantenendosi molto vicino all'uscita.
I respiri affannosi dell'altro lo eccitavano. Il Worgen dentro di lui premeva per uscire e domarlo gli richiedeva molta più fatica del solito, specialmente quando non desiderava altro che abbandonarsi agli impulsi e godersi il momento fino in fondo. Per Anduin era disposto a fare quello e altro.
«Smetti di giocare ed entra» sospirò il giovane Re, chiudendo gli occhi mentre con una mano andava finalmente ad occuparsi della propria erezione.
Genn si prese ancora qualche secondo per gingillarsi all'ingresso del suo orifizio, quindi afferrò il suo pene eretto e lo inserì nel sedere di Anduin. Non fece sin da subito molta pressione, preferendo spingere poco per volta per concedere al ragazzo ancora un po' di tempo per adattarsi al nuovo corpo estraneo.
Non appena la cima fu all'interno, il più giovane emise un roco gemito di piacere e cercò di aggrapparsi ai fianchi del più anziano con entrambe le gambe per muoversi verso di lui.
«Oh, sì... entra tutto...!» mormorò, accelerando il ritmo con cui si stava masturbando.
Visto che pareva così dannatamente impaziente, Genn decise di accontentarlo nonostante fosse personalmente contrario ad accelerare troppo le cose. Si raddrizzò meglio e, appoggiandosi con ambo le mani vicino ai fianchi del ragazzo per mantenersi in equilibrio, diede una spinta coi lombi secca e potente.
Anduin grugnì e rimase immobile qualche secondo nel percepire l'erezione dell'altro farsi prepotentemente strada dentro di lui, godendosi l'attimo per quel poco che durò prima che iniziassero le spinte. Greymane era rude e forte e ad Anduin piaceva esattamente così. Era stanco di essere trattato con riguardo da tutti quanti, da Wyll e dagli altri leader dell'Alleanza.
Genn era gentile ma non esagerava mai. Era fondamentalmente un uomo burbero e pratico e quel tratto del suo carattere si evinceva benissimo anche dal modo con cui entrava ed usciva dal suo corpo. Il ritmo era serrato e nessun movimento era superfluo. Ogni affondo era preciso e netto e contribuiva a spingere il giovane sovrano di Roccavento sempre più vicino all'orgasmo.
Dopo pochi minuti - che ad Anduin parvero invece un'eternità - riuscì a raggiungere l'estasi. Venne copiosamente, schizzando il petto villoso di Genn e il proprio ventre glabro con il suo seme, gemendo con voce strozzata e un po' più alta rispetto a prima, tanto che il suo partner sentì la necessità di zittirlo con un lungo bacio. La lingua del Re di Gilneas si insinuò tra le labbra del più giovane alla ricerca della sua e quando la trovò vi si avvinse in maniera quasi perversa.
Mugolii leggeri sfuggirono ad entrambi in quel frangente e Genn arrivò a sua volta al culmine. Anduin emise una specie di rantolo sentendo il suo sperma riversarsi dentro di lui; tuttavia, la sua reazione fu dettata più dalla sorpresa che da disgusto o altre sensazioni parimenti negative.
Genn continuò ad affondare e ritrarsi ancora per qualche secondo, per dar modo al suo seme di fuoriuscire fino all'ultima goccia, quindi si fermò e si scostò dal suo partner per studiarne il viso con espressione soddisfatta.
Re Wrynn aveva il volto sudato, come ogni centimetro del suo corpo del resto, e i suoi occhi azzurri scintillavano di emozione. Era stato un rapporto breve ma intenso ed era piaciuto ad entrambi.
«Grazie... ne avevo bisogno...» commentò Anduin in tono grato e sollevato.
Genn sbuffò mentre si accingeva ad uscire da lui con inusuale delicatezza.
«Spero ti terrai a distanza dall'Azerite la prossima volta...» disse in tono di bonario rimprovero «Adesso è meglio vestirsi, non vorrei che davvero i servitori venissero a controllare se ho finito di mangiare e se possono sparecchiare...» soggiunse poi, cambiando argomento di punto in bianco.
«Cercherò di fare più attenzione» brontolò il giovane Re mettendosi seduto e cominciando a raccogliere biancheria e indumenti «Anche se non mi sembra davvero che ti sia dispiaciuto...».
Genn iniziò a raccogliere i suoi vestiti in silenzio, fingendo di non averlo udito. Non voleva dargli la soddisfazione di sentirsi dire che aveva ragione.
Rating: Rosso
Genere: Erotico, Slice of Life
Personaggi: Anduin Wrynn, Genn Greymane
Wordcount: 3584 (wordcounter)
Prompt: Tensione per il Team Ahm-Gi per la Missione 1 della Settimana 1 del COW-T #9 @ Lande Di Fandom
Timeline: Ambientata tra le espansioni "Legion" e "Battle for Azeroth".
Note: Age Difference, Dub-Con, Lemon, Yaoi
«C'è stato un incidente... nel laboratorio di Meccatorque si è spezzato un frammento di Azerite e... non volevo farlo, giuro! Ma l'ho raccolto! E-e... Genn è successo come la prima volta!» c'era una vena di disperazione nella sua voce che chiunque sarebbe stato in grado di recepire. Studiando i suoi occhi abbastanza da vicino, il vecchio Worgen giurò di vedere un velo di lacrime agitarsi sulla superficie dei suoi occhi chiari.
Era quasi ora di pranzo e Forgiardente era nel pieno delle sue quotidiane attività. L’immensa forgia situata al centro della città sprigionava un calore tale da raggiungere persino la Sala degli Esploratori.
Re Anduin Wrynn non era avvezzo all’aria torrida che si respirava nella capitale nanica e non era stato previdente abbastanza da cambiare vestiario prima di raggiungere il luogo. Aveva indossato la sua armatura, come ormai faceva sempre senza rifletterci troppo su. Erano lontani i tempi in cui poteva permettersi di andare in giro vestito come un vero sacerdote, con solo una tunica leggera e dei pantaloni.
Il giovane sovrano si era recato a Forgiardente per vedere a che punto erano arrivati gli studi sull’Azerite degli Gnomi di Meccatorque. Era certo che le menti più brillanti fossero state messe al lavoro per quella ricerca e la quantità di operatori che sfrecciavano da una parte all’altra del laboratorio che era stato allestito per l’occasione ne era la prova tangibile.
Numerosi campioni di Azerite erano stati recuperati da Silithus grazie agli agenti dell’IR:7 ed erano stati portati lì per essere esaminati a dovere. Erano tutti piccoli frammenti ma Anduin sapeva che tipo di sensazione poteva dare maneggiarne anche una minuscola scheggia. Lo aveva testato in prima persona non molto tempo addietro.
«Stiamo facendo molti progressi, Re Wrynn. L’Azerite è un minerale molto versatile e sembra prestarsi a decine di usi diversi» gli disse mentre avanzavano nel laboratorio «Abbiamo già iniziato i progetti per alcune macchine di prova che lo possano utilizzare come carburante».
«Molto bene, sono lieto di saperlo. Ci sono stati incidenti nel reperire altri campioni?» indagò Anduin, guardandosi generalmente attorno senza focalizzare niente e nessuno.
«Nessuno. Tutti i miei ingegneri sono tornati sani e salvi da Silithus. Merito della protezione offerta dall’IR:7» Meccatorque chinò leggermente il capo verso il Re di Roccavento, mostrando la pelata in un chiaro cenno di ringraziamento.
«Non serve ringraziare. È mio dovere garantire la sicurezza, soprattutto se state svolgendo un lavoro per conto mio» minimizzò Anduin con un vago gesto della mano.
La coppia di leader continuò a camminare nella zona di lavoro degli Gnomi. Gelbin Meccatorque nella sua armatura era alto poco più del giovane Re Umano e riusciva a tenere il passo con le lunghe falcate di quest’ultimo senza problemi.
I due passarono vicino ad una nicchia in un un paio di Gnomi - un maschio e una femmina - stavano testando la reazione di una piccola lastra di Azerite a sollecitazioni fisiche e chimiche di vario tipo. Al momento erano impegnati a percuotere con forza la superficie del campione con un piccolo piccone.
Anduin li trovava quasi teneri da osservare, come tutti gli altri della loro razza e nonostante fosse ben consapevole di quanto fossero pericolosi armati delle loro temibili invenzioni.
Nel momento in cui il giovane sovrano si trovò a fissarli, la coppia riuscì a colpire col piccone in un punto così periferico della lastra che un frammento di Azerite riuscì a staccarsi dal resto e volare a terra, vicino ai piedi di Wrynn.
La Gnoma cominciò a saltellare per l’entusiasmo mentre il suo compagno di ricerca si allungava a prendere un quaderno per scarabocchiarvi frettolosamente degli appunti.
Il Re di Roccavento abbassò gli occhi azzurri sul frammento ai suoi piedi e immediatamente si sfilò un guanto mentre si piegava a raccoglierlo nello stesso istante in cui la Gnoma si avvicinava per fare altrettanto. Fu una reazione istintiva e spontanea ma se ne pentì nel momento stesso in cui l’Azerite lo travolse con le sue ondate di sensazioni di onnipotenza e serenità ma anche adrenalina ed energia dirompente. Anduin percepì il suo corpo rilassarsi e contrarsi ritmicamente seguendo le diverse stimolazioni. I suoi occhi si spalancarono mentre una scarica di energia si impossessava di lui. L’aveva già sentito la prima volta che aveva toccato a mani nude il misterioso minerale, eppure gli sembrava sempre una percezione poderosa come lo era stata la prima volta.
Il suo corpo reagì come le precedenti volte e il ragazzo si ritrovò ad ansimare leggermente con gli occhi spalancati e fissi dinanzi a sé. Era come se potesse prendere tutto ciò che voleva e in quel momento l’unica cosa che desiderava era ben lontana da lì.
«Re Anduin… tutto bene?» esclamò Meccatorque in tono preoccupato.
«Uh?» fece il diretto interessato, voltandosi con un brusco scatto.
Nello stesso momento sentì il frammento d’Azerite venirgli sottratto dalla mano. Fu come venir svuotato di colpo di ogni brama, come se fosse stato di colpo risvegliato da un sogno meraviglioso. Il ragazzo Umano abbassò lo sguardo e vide la Gnoma scienziata che teneva un grosso paio di pinze di metallo tra le cui estremità era sospeso il pezzo di Azerite che lo aveva così sconvolto.
«O-oh… sì, sto bene… grazie Gelbin...» esclamò dopo un poco il sovrano di Roccavento, rendendosi conto di avere addosso gli occhi dei tre Gnomi che aveva attorno.
«Mi dispiace, sarei dovuta essere più attenta con le precauzioni» la piccola ricercatrice si inchinò ripetutamente con aria mortificata «Chiedo scusa, Re Wrynn».
«Non… preoccuparti. Non è successo niente» cercò di rassicurarla Anduin, riprendendo il giro.
Purtroppo, per quanto intensamente desiderasse che le sue parole avessero un fondo di verità, il ragazzo si sentiva ancora in tumulto per il contatto diretto con l’Azerite. Era talmente agitato che non riusciva a concentrarsi su ciò che Meccatorque gli comunicava. Il suo cervello era ancora fermo all’incidente di poco prima e non riusciva a pensare ad altro che a colui che avrebbe potuto placare il suo morboso desiderio fisico.
Il Mastro Ingegnere notò la sua distrazione e ben presto interruppe il giro per dirgli: «Re Anduin sarebbe meglio tornare a Roccavento. Il contatto con l’Azerite deve averci provato molto».
Anduin sbatté ripetutamente le palpebre, costringendosi ad ascoltare le sue parole. Lo sforzo fu notevole, molto più di quel che immaginava.
«Sì… forse è meglio. Mi dispiace Gelbin, avrei dovuto stare più attento» si scusò il Re Umano «Tornerò quanto prima a controllare le novità, promesso».
E velocemente, molto più di quanto la buona creanza avrebbe consigliato, il ragazzo estrasse la sua Pietra del Ritorno da un sacchetto che portava fissato alla cintura e la sfregò, attivando l’incantesimo che l’avrebbe riportato immediatamente a Roccavento.
Genn Greymane stava consumando il suo pranzo in completa tranquillità nella sala da pranzo del castello di Roccavento. Se ne stava comodamente seduto su una delle grandi sedie in legno che circondavano il tavolo e mangiava in silenzio. Il suo sguardo vagava sull'arredo della stanza - piuttosto minimalista invero per essere quello di una sala da pranzo reale - e i suoi pensieri erano rivolti altrove.
Non era passato molto tempo dalla morte di Varian, eppure Anduin era riuscito ad accogliere sulle sue giovani spalle il fardello del comando senza ribellarsi né protestare. Era stato preparato ad un futuro come sovrano, anche se nessuno immaginava che sarebbe arrivato così presto vista la tempra di suo padre.
La sua giovane età lo rendeva tuttavia una facile preda per l'Orda e Genn non poteva evitare di essere preoccupato per la sua incolumità ogni volta che abbandonava la capitale per qualche impegno altrove, nonostante Anduin si facesse sempre seguire da una scorta quando non si trovava in territorio amico.
Anche in quel preciso momento, mentre lui era lì seduto a mangiarsi una gustosa bistecca, non riusciva a non pensare che il giovane re poteva essere in pericolo pur trovandosi nelle profondità ben sorvegliate di Forgiardente. Era più forte di lui, quando si trattava di quel ragazzino non poteva non angosciarsi per la sua salute.
«Ti stai ammorbidendo, vecchio lupo...!» rifletté tra sé e sé con un profondo sospiro, scuotendo pian piano la testa piena di capelli ormai bianchi. Probabilmente sarebbe stato quello il commento di Varian in merito all'attuale tipo di relazione che intercorreva tra lui e Anduin, anche se c'era molto di più dietro l'affetto che Greymane dimostrava verso il giovane Wrynn.
Il sovrano dell'ormai decaduto regno di Gilneas si stava occupando della generosa porzione di patate arrosto presente nel suo piatto quando il suo udito sensibile - una piacevole aggiunta dovuta alla maledizione dei worgen - captò un crepitio sottile nell'aria. Non era un esperto di magia ma sapeva riconoscere il rumore di un incantesimo di teletrasporto quando lo sentiva.
Ebbe appena il tempo di posare la forchetta che una figura inconfutabilmente maschile si materializzò dall'altro lato della tavola, girata completamente di spalle. I capelli biondi che sembravano brillare alla luce del sole che entrava dalle finestre e l'armatura d'argento recante i leoni simbolo dell'Alleanza sulle spalle non lasciavano adito a dubbi sulla sua identità.
Poco mancò che Genn soffocasse con le patate che stava masticando quando lo riconobbe. Fortunatamente aveva ancora del vino nella sua coppa e si apprestò a tracannarlo per buttar giù il cibo prima che fosse troppo tardi.
Nel mentre il nuovo arrivato si volse nella sua direzione, fissando Greymane con un paio di enormi occhi azzurri carichi di sorpresa e confusione insieme.
«Genn!» esalò con voce affannata, balzando leggermente indietro come se non si aspettasse di vederlo.
Non appena l'altro ebbe la bocca di nuovo libera esclamò: «Anduin! Cosa ci fai qui?! Eri a Forgiardente... non saresti dovuto tornare prima di stasera! Che cosa è successo? Sei stato aggredito?».
Genn corrugò le folte sopracciglia e si sporse verso il ragazzo. Era evidentemente preoccupato per lui.
Anduin per tutta risposta scosse il capo freneticamente e poi si accostò alla tavola, appoggiandosi ad essa con entrambe le mani mentre incrociava lo sguardo dell'altro. Stavolta c'era una nota di colpevolezza nella sua espressione.
«C'è stato un incidente... nel laboratorio di Meccatorque si è spezzato un frammento di Azerite e... non volevo farlo, giuro! Ma l'ho raccolto! E-e... Genn è successo come la prima volta!» c'era una vena di disperazione nella sua voce che chiunque sarebbe stato in grado di recepire. Studiando i suoi occhi abbastanza da vicino, il vecchio Worgen giurò di vedere un velo di lacrime agitarsi sulla superficie dei suoi occhi chiari.
Genn sapeva perfettamente a cosa si stava riferendo. D'altro canto, era stata la stessa sensazione che aveva percepito lui stesso quando aveva toccato il campione riportato da Mathias Shaw.
Non era una cosa di cui avevano parlato in giro e non sembrava nemmeno un effetto collaterale comune ad altre persone che avevano toccato l'Azerite, fatto che rendeva il tutto ancora più imbarazzante.
«Anduin...» Genn non riuscì a dire nient'altro. Aveva sperato che non succedesse ancora una cosa del genere visto che adesso erano entrambi consapevoli del fatto che l'Azerite riusciva a stimolarli sessualmente e ad attrarli l'uno verso l'altro in maniera inesorabile.
Re Wrynn protese entrambe le braccia e ghermì per il bavero del pastrano il suo interlocutore, avvicinandolo al suo viso così tanto che quest'ultimo riusciva a sentire il suo respiro accelerato sulla propria faccia.
«Non puoi lasciarmi in questo stato, Genn. Sono dovuto scappare da Forgiardente. Non riesco a concentrarmi se non risolvo questo problema... non riesco a pensare ad altro che a quella volta...» esclamò con inflessione disperata. Pareva consumato dalla brama che l'Azerite aveva fatto riaffiorare in lui.
Genn cercò di allontanarlo, anche se una parte di lui non voleva farlo. Il suo affetto paterno per quel ragazzo era diventato molto più romantico da quando Shaw aveva presentato loro l'Azerite. Lui stesso lo vedeva come un rapporto morboso e quasi malsano e si era adoperato perché non sussistessero più le condizioni necessarie affinché il rapporto sessuale che avevano consumato non molto tempo addietro si ripetesse. Si era tenuto a debita distanza da chiunque maneggiasse quella maledetta Azerite e aveva persino chiesto di non essere più convocato durante gli incontri tra il Re dell'Alleanza e il leader dell'IR:7. Eppure, nonostante tutti i suoi sforzi, ora quel giovane sovrano era lì davanti a lui e lo stava letteralmente implorando di scopare di nuovo. Con quale coraggio poteva sottrarsi alla sua richiesta?
«... d'accordo. Lo faremo... ma mettiti in testa che non è una cosa che dovresti prendere alla legg...!» esordì, ma venne zittito da un lungo bacio carico di urgenza e di quella che aveva tutta l'aria di essere passione.
Il sentimento insito in quel contatto colse alla sprovvista Greymane, che rimase immobile per l'intero atto, lasciando che fosse Anduin a decidere quando spezzarlo. Non poté tuttavia negare che al suo corpo quel bacio piacque più del dovuto.
Una volta separati, il ragazzo iniziò a togliersi l'armatura con movimenti quasi febbrili.
«Fermo! Fermo! Non pensi che dovremmo andare nelle tue stanze? Qui potremmo essere visti dai servitori...» fece presente Genn, bloccandogli un braccio mentre si piegava a sganciare uno dei suoi gambali.
Per tutta risposta, Anduin diede uno strattone e il Re di Gilneas si trovò seduto sul pavimento con il più giovane che incombeva su di lui.
«Scommetto che non è passato molto da quando ti hanno servito il pranzo. Non credo torneranno tanto presto a vedere se hai bisogno di altro...» esclamò, mettendosi in ginocchio a cavalcioni di Genn.
Quest'ultimo era confuso e nervoso e non sapeva come comportarsi dinanzi all'atteggiamento di Anduin. In parte ricordava con piacere ciò che era accaduto tra loro ma un'altra parte sentiva che era sbagliato cedere a quel tipo d'impulso, eppure si era eccitato con quel bacio di poco prima.
Il biondo schiacciò il proprio petto contro il suo, costringendolo supino sul pavimento, quindi tornò a baciarlo. Il più vecchio non si era ancora abituato al cambiamento fisico che era avvenuto in Anduin negli ultimi anni e faticava a credere che quello fosse lo stesso ragazzino gracile e completamente dedito al sacerdozio e al servizio della Luce che aveva conosciuto diversi anni prima.
A quel punto ogni tentativo di Genn di opporsi all'attrazione che nutriva verso il giovane Wrynn andò in fumo. Con le sue mani grandi e forti afferrò l'altro per le spalle e lo costrinse a staccarsi da lui per poi spostarlo e farlo sdraiare di lato sul pavimento, sotto al tavolo.
Genn ansimava pesantemente e fissava Anduin con un luccichio bramoso negli occhi. Con un gesto spiccio, l'uomo si liberò del pastrano, che gettò a terra senza tanti complimenti.
«Anduin... non sai a cosa stai andando incontro...» riuscì a dire con voce roca per il desiderio.
Il ragazzo sogghignò con aria furba mentre si sollevava seduto, tenendo la testa china per non sbatterla contro il piano del tavolo.
«Dov'è finito l'impeto dell'ultima volta, Genn?» lo provocò apertamente.
Il più anziano gli balzò addosso con uno scatto brusco. Tra baci, gemiti e occasionali testate che fecero tremare leggermente la tavola, la coppia si ritrovò aggrovigliata sul pavimento circondata da vestiti e pezzi sparsi di armatura.
Anduin nonostante la giovane età era fisicamente molto ben messo. I suoi muscoli si erano molto sviluppati negli ultimi anni, rendendo il suo corpo gracile e inadatto alla guerra solo un vago ricordo. Ora come ora era palese il motivo per cui i fabbri avevano dovuto costruirgli una nuova armatura rispetto a quella che era solito indossare prima.
Il ragazzo stava disteso supino sul pavimento freddo come se fosse stato un normale materasso, le gambe piegate e leggermente divaricate per dar modo a Greymane di stare in ginocchio tra di esse. Il suo pene era turgido e stava obliquo rivolto verso il suo addome tonico e piatto prima ancora che Genn avesse avuto modo di cominciare coi preliminari. Era eccitato esattamente come la prima volta. Il Re di Gilneas lo sentiva anche senza essere in forma di worgen. Era come se emanasse un odore al quale solo lui era in grado di rispondere.
«Cosa c'è? Non vorrai mica tirarti indietro proprio ora?» chiese il sovrano di Roccavento, mettendo su una specie di broncio e intrecciando le braccia sul torace così ampio e virile da rendere difficile pensare a quel ragazzo come ad un aspirante sacerdote. Chi praticava la magia - di qualsiasi tipo essa fosse - solitamente era dotato di scarsa prestanza fisica.
Il più anziano scosse leggermente il capo e gli rivolse un blando ghigno.
«Ammiravo solo quanto sei diventato grande, Anduin» disse, prima di infilarsi in bocca indice e medio per lubrificarli con la saliva.
Il più giovane cacciò un sospiro quasi esasperato a quelle parole.
«Davvero non riesci a notare altro, Genn? Me lo hai già detto un centinaio di volte almeno...» il biondo scrollò le spalle «Vista la situazione potresti... non so, fare degli apprezzamenti a quanto è diventata grande una parte specifica di me... no? Sarebbe più appropriato!» soggiunse con un mezzo sorriso carico di malizia.
Il più vecchio si curvò lentamente su di lui, afferrandogli una gamba e tenendola premuta contro il proprio fianco mentre l'altra mano scendeva a sondare lo spazio tra le sue natiche sode.
«Potrei... se fosse la cosa veramente più grande dentro questa stanza...» Genn incurvò le labbra con palese autocompiacimento mentre le sue falangi umide trovavano l'orifizio del suo partner «... forse eri troppo impegnato a gridare l'ultima volta per accertartene...».
Anduin stava per ribattere quando le dita di Greymane scivolarono dentro di lui. I suoi occhi azzurri si spalancarono e il suo cipiglio corrucciato si trasformò in un'espressione di stupore misto a piacere. Si aggrappò al braccio muscoloso dell'altro con un brusco scatto e si inarcò all'indietro mentre Genn muoveva le dita per allentare i muscoli, preparandoli ad accogliere qualcosa di più grosso.
«Spingiti... più all'interno...» soffiò il giovane Wrynn, riprendendo ad ansimare in maniera molto oscena.
Il suo partner sapeva di averlo in pugno. Era lui a condurre il gioco adesso e dettare il ritmo.
«Non vorrai che tutto finisca così presto... vero?» chiese con fare quasi retorico, continuando a muovere le falangi mantenendosi molto vicino all'uscita.
I respiri affannosi dell'altro lo eccitavano. Il Worgen dentro di lui premeva per uscire e domarlo gli richiedeva molta più fatica del solito, specialmente quando non desiderava altro che abbandonarsi agli impulsi e godersi il momento fino in fondo. Per Anduin era disposto a fare quello e altro.
«Smetti di giocare ed entra» sospirò il giovane Re, chiudendo gli occhi mentre con una mano andava finalmente ad occuparsi della propria erezione.
Genn si prese ancora qualche secondo per gingillarsi all'ingresso del suo orifizio, quindi afferrò il suo pene eretto e lo inserì nel sedere di Anduin. Non fece sin da subito molta pressione, preferendo spingere poco per volta per concedere al ragazzo ancora un po' di tempo per adattarsi al nuovo corpo estraneo.
Non appena la cima fu all'interno, il più giovane emise un roco gemito di piacere e cercò di aggrapparsi ai fianchi del più anziano con entrambe le gambe per muoversi verso di lui.
«Oh, sì... entra tutto...!» mormorò, accelerando il ritmo con cui si stava masturbando.
Visto che pareva così dannatamente impaziente, Genn decise di accontentarlo nonostante fosse personalmente contrario ad accelerare troppo le cose. Si raddrizzò meglio e, appoggiandosi con ambo le mani vicino ai fianchi del ragazzo per mantenersi in equilibrio, diede una spinta coi lombi secca e potente.
Anduin grugnì e rimase immobile qualche secondo nel percepire l'erezione dell'altro farsi prepotentemente strada dentro di lui, godendosi l'attimo per quel poco che durò prima che iniziassero le spinte. Greymane era rude e forte e ad Anduin piaceva esattamente così. Era stanco di essere trattato con riguardo da tutti quanti, da Wyll e dagli altri leader dell'Alleanza.
Genn era gentile ma non esagerava mai. Era fondamentalmente un uomo burbero e pratico e quel tratto del suo carattere si evinceva benissimo anche dal modo con cui entrava ed usciva dal suo corpo. Il ritmo era serrato e nessun movimento era superfluo. Ogni affondo era preciso e netto e contribuiva a spingere il giovane sovrano di Roccavento sempre più vicino all'orgasmo.
Dopo pochi minuti - che ad Anduin parvero invece un'eternità - riuscì a raggiungere l'estasi. Venne copiosamente, schizzando il petto villoso di Genn e il proprio ventre glabro con il suo seme, gemendo con voce strozzata e un po' più alta rispetto a prima, tanto che il suo partner sentì la necessità di zittirlo con un lungo bacio. La lingua del Re di Gilneas si insinuò tra le labbra del più giovane alla ricerca della sua e quando la trovò vi si avvinse in maniera quasi perversa.
Mugolii leggeri sfuggirono ad entrambi in quel frangente e Genn arrivò a sua volta al culmine. Anduin emise una specie di rantolo sentendo il suo sperma riversarsi dentro di lui; tuttavia, la sua reazione fu dettata più dalla sorpresa che da disgusto o altre sensazioni parimenti negative.
Genn continuò ad affondare e ritrarsi ancora per qualche secondo, per dar modo al suo seme di fuoriuscire fino all'ultima goccia, quindi si fermò e si scostò dal suo partner per studiarne il viso con espressione soddisfatta.
Re Wrynn aveva il volto sudato, come ogni centimetro del suo corpo del resto, e i suoi occhi azzurri scintillavano di emozione. Era stato un rapporto breve ma intenso ed era piaciuto ad entrambi.
«Grazie... ne avevo bisogno...» commentò Anduin in tono grato e sollevato.
Genn sbuffò mentre si accingeva ad uscire da lui con inusuale delicatezza.
«Spero ti terrai a distanza dall'Azerite la prossima volta...» disse in tono di bonario rimprovero «Adesso è meglio vestirsi, non vorrei che davvero i servitori venissero a controllare se ho finito di mangiare e se possono sparecchiare...» soggiunse poi, cambiando argomento di punto in bianco.
«Cercherò di fare più attenzione» brontolò il giovane Re mettendosi seduto e cominciando a raccogliere biancheria e indumenti «Anche se non mi sembra davvero che ti sia dispiaciuto...».
Genn iniziò a raccogliere i suoi vestiti in silenzio, fingendo di non averlo udito. Non voleva dargli la soddisfazione di sentirsi dire che aveva ragione.