fiamma_drakon: (Neuro_Nōgami)
[personal profile] fiamma_drakon
Titolo: Cuscini poco simpatici
Rating: Rosso
Genere: Erotico, Slice of life
Personaggi: Human!Gilbird, Human!Pierre
Wordcount: 1145 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Prompt: Bad Touch... Pio! per il p0rn fest #5 @ [livejournal.com profile] fanfic_italia + Guerra per la Missione 1 dei Magic Sticks per la prima settimana del COW-T 2 @ [livejournal.com profile] maridichallenge
Note: Lemon, OOC, Yaoi
«Pierre...» bofonchiò Gilbird, grattandosi la testa irta di scompigliati capelli biondi, voltandosi leggermente per poterlo fronteggiare meglio.
«È tardi!! Mi spieghi che vuoi? Ho sonno!» esclamò poi a gran voce, irritato ed improvvisamente sveglio.
«Mmh, lo so che è tardi, ma io non ho sonno» spiegò Pierre in risposta.
«E allora? Io sì!» replicò l'altro, totalmente insensibile ai suoi problemi.
Si addossò nuovamente allo schienale del divano, reclinando all'indietro il capo.
«E comunque vestiti, fa fred... EHI!».
Si rialzò senza terminare la frase, investito dall'ennesima cuscinata. Guardò Pierre, furioso: quest'ultimo si era alzato in piedi e si era piazzato davanti a lui sorridendogli provocatorio.
«Dai, se dormi non è divertente!» esclamò in tono lamentoso. Con uno scarto di pochi momenti si posizionò a gambe leggermente divaricate e gli scaraventò contro la sua arma, che Gilbird afferrò prontamente prima che impattasse contro di lui.
«Cos'è, vuoi la guerra?».


«Ehilà, Gilbiiird!».
L'interpellato fu svegliato bruscamente da una cuscinata in pieno viso ad opera di qualcuno che rimaneva tutto sommato ignoto ai suoi sensi ancora parzialmente assopiti.
Sobbalzò sul divano per la sorpresa e la forza del gesto, aprendo di scatto gli occhi.
«Ohi! Chi è stato?!» biascicò mezzo addormentato, cercando di rimettere bene a fuoco il mondo.
Un'altra cuscinata lo colpì sulla testa senza preavviso, facendogli voltare istintivamente il capo nella direzione di provenienza dell'aggressione con un moto d'ira.
Incrociò la figura di Pierre, completamente nudo, con il cuscino colpevole dei reiterati colpi subiti stretto tra le mani e l'espressione colpevole. I capelli bianchi e lisci erano spettinati come se si fosse appena svegliato. Negli occhi cobalto brillava una scintilla di energia ben visibile mentre esaminavano nell'insieme il ragazzo innanzi a lui: era così dolce vederlo con il suo pigiama giallo canarino addosso...!
«Pierre...» bofonchiò Gilbird, grattandosi la testa irta di scompigliati capelli biondi, voltandosi leggermente per poterlo fronteggiare meglio.
«È tardi!! Mi spieghi che vuoi? Ho sonno!» esclamò poi a gran voce, irritato ed improvvisamente sveglio.
«Mmh, lo so che è tardi, ma io non ho sonno» spiegò Pierre in risposta.
«E allora? Io sì!» replicò l'altro, totalmente insensibile ai suoi problemi.
Si addossò nuovamente allo schienale del divano, reclinando all'indietro il capo.
«E comunque vestiti, fa fred... EHI!».
Si rialzò senza terminare la frase, investito dall'ennesima cuscinata. Guardò Pierre, furioso: quest'ultimo si era alzato in piedi e si era piazzato davanti a lui sorridendogli provocatorio.
«Dai, se dormi non è divertente!» esclamò in tono lamentoso. Con uno scarto di pochi momenti si posizionò a gambe leggermente divaricate e gli scaraventò contro la sua arma, che Gilbird afferrò prontamente prima che impattasse contro di lui.
«Cos'è, vuoi la guerra?» disse, appropriandosi del cuscino per poi impugnarlo egli stesso, alzandosi.
«Ebbene, guerra sia!».
E guerra fu: Pierre riuscì a guadagnarsi per puro miracolo una seconda arma, recuperata dalla poltrona di fianco al divano, quindi iniziò una battaglia senza esclusione di colpi tra il biondo e l'albino.
Abbattevano senza alcuna pietà i loro cuscini sul corpo dell'altro, senza stare a badare a dove colpissero. L'importante era che il bersaglio fosse preso.
Andarono avanti per una quarantina di minuti, cioè fino a che i cuscini non si scucirono, liberando le piume racchiuse all'interno.
Pierre si accasciò esausto sul divano, osservando Gilbird negli occhi, sorridendogli stancamente.
Gilbird lo guardò: averlo nudo innanzi, inerme e privo di forze, lo stuzzicava alquanto.
Ad aumentare quella sua forte tentazione fu la mano del compagno che si posò sulla sua chiappa destra, palpandola languidamente ed in maniera invitante. Poco dopo anche l'altra mano imitò la compagna. La scena aveva un che di generalmente erotico: Gilbird si muoveva lento, assecondando i gesti di Pierre, il quale - sollevandosi ed assumendo una postura seduta - aveva un'ampia e piacevole visuale del suo inguine, al quale era rivolto uno sguardo colmo di bramosia.
«Fino a poco fa sembravi esausto...» disse il biondo, ancheggiando.
«Lo sono ancora... ma non per questo» replicò eloquente l'albino.
Gilbird si spogliò della parte superiore del pigiama e si piazzò a gambe larghe sulle cosce del partner, mettendo in mostra gli attributi.
Gli accarezzò i fianchi, poi si leccò indice e medio e li lasciò scivolare fino alle sue natiche, temporeggiando tra di esse. Avvertì un roco ansito sfuggire dalle labbra di Pierre.
«Vuoi una tregua?» domandò a quest'ultimo, sogghignando. Sapeva perfettamente di averlo in pugno, lo capiva dal respiro spezzato e l'espressione spaesata di chi tenta di opporre strenua resistenza ad un attacco nemico inatteso.
«Altro che tregua. La guerra vera inizia ora...!» replicò in un soffio «Entra, Gilbird...!».
Quest'ultimo esaudì l'esortazione ed infilò dentro di lui le due dita bagnate, muovendole in modo tale da stuzzicarne la reazione, la quale non tardò affatto ad arrivare: Pierre iniziò a spostarsi in maniera alquanto contorta, tentando di fare affondare ancora di più le dita in sé, spostarle dove piaceva a lui.
Il piacere che gli regalavano con la loro sola presenza era immenso, inferiore solo a quello dovuto all'erezione di Gilbird che si faceva strada in lui.
Per parte sua, il biondo si stava palesemente eccitando nel vedere le reazioni fisiologiche del suo compagno ad ogni suo minimo movimento delle dita. Tra tutte le sue manifestazioni di esaltazione, quella che più lo elettrizzava era - ovviamente - vedere e sentire il suo pene drizzarsi e farsi più duro innanzi a sé.
«Gilbird...» sospirò Pierre, irrigidendo la schiena «Penetrami...» supplicò.
Il biondo rimosse piano le proprie dita da dentro di lui, provocandogli un tremito di delusione ed un ansito acuto. Si alzò in piedi e calò i pantaloni, calciandoli via una volta arrivatigli alle caviglie. Poi fu il turno delle mutande: Gilbird infilò i pollici all'interno, ancorandoli all'elastico, quindi spinse verso il basso l'indumento con movimenti deliberatamente lenti, scoprendo poco a poco la propria erezione, un sorriso sprezzante e sicuro di sé ad incurvargli le labbra.
Solo vedergli il pene turgido fece desiderare all'albino di esserne penetrato. Le parti intime di Gilbird lo avevano sempre emozionato, fin da quando avevano fatto l'amore la prima volta. Si leccò le labbra secche, scendendo dal divano per inginocchiarsi sul pavimento, offrendo il proprio sedere all'altro. Poggiò il torace dove fino a poco prima era seduto, aggrappandosi con le dita alla stoffa che ricopriva l'arredo, preparandosi.
Gilbird si posizionò dietro di lui e lo afferrò per il bacino per non cadere. Strusciò languido il proprio inguine contro di lui prima di penetrarlo, facendolo sospirare. Si fece largo con una certa urgenza, iniziando senza indugi a spingere.
Pierre ansimò a lungo, serrando le dita sul tessuto, mordendosi il labbro inferiore.
Ogni spinta del partner concorreva a far aumentare il calore che lo colmava tanto da farlo sudare.
Gilbird sbatteva contro il suo corpo con foga con l'intento di acuire il piacere proprio e del compagno. Quest'ultimo non poté che dirsi estremamente compiaciuto e soddisfatto del suo modo di agire, tanto da raggiungere in men che non si dica l'orgasmo. Venne macchiando con il proprio seme il rivestimento del divano, lanciando un gridolino incoerente e socchiudendo gli occhi, beato.
Gilbird si spinse in lui con qualche altro colpo del cinto pelvico, prima di venire a propria volta, svuotandosi nel corpo del partner.
Quest'ultimo sospirò una seconda volta, poi si accasciò sul divano, definitivamente esausto.
«Wow... che meraviglia...» esalò in un soffio, trasognato.
«Alla fine, la guerra l'ho vinta io» gli sussurrò in un orecchio Gilbird, trionfante.
«Sì, tutto quello che ti pare, mi arrendo...! Ti prego, facciamolo un'altra volta!» lo implorò l'albino.
«No, basta. Ora sono io ad essere stanco...» si negò il biondo, uscendo dal sedere del compagno, il quale emise un flebile gemito deluso.
Gilbird si alzò in piedi e si piegò a recuperare le parti del suo pigiama. Pierre si mise in piedi a propria volta e, notando il suo didietro in bella mostra, ne approfittò per assestarvi una sonora sculacciata sulla natica sinistra.
«Ehi!» protestò in tono d'ammonizione Gilbird, raddrizzandosi e posandosi una mano sulla chiappa offesa, fulminando il partner con lo sguardo «Non ricominciare, adesso non ho più la forza per partecipare ad un'altra guerra con te!!».

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