fiamma_drakon: (Gilbert_Nightray)
[personal profile] fiamma_drakon
Titolo: Nel commercio, la chiave è la pazienza
Rating: Verde
Genere: Comico, Generale, Storico
Personaggi: Danimarca, Olanda
Wordcount: 861 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Prompt: Contrabbando per la Missione 2 dei Magic Sticks per la seconda settimana del COW-T 2 @ [livejournal.com profile] maridichallenge
Timeline: Guerra dei Trent'anni
Note: Missing Moment
Alto e inquietante. Danimarca non avrebbe saputo descriverlo in altro modo.
Se fosse stato per lui, nemmeno avrebbe voluto incontrarlo: quell’Olanda non gli faceva affatto una buona impressione; tuttavia, quando si era in guerra, si doveva anche essere disposti a fare cose che in condizioni normali non si sarebbero fatte.
Un lampante esempio, oltre all’essere venuto in contatto per propria iniziativa con l’olandese, era il fatto di aver richiesto armi al suddetto, invischiandosi in uno di quei famosi commerci di contrabbando che si avevano spesso nel corso delle guerre internazionali.


Alto e inquietante. Danimarca non avrebbe saputo descriverlo in altro modo.
Se fosse stato per lui, nemmeno avrebbe voluto incontrarlo: quell’Olanda non gli faceva affatto una buona impressione; tuttavia, quando si era in guerra, si doveva anche essere disposti a fare cose che in condizioni normali non si sarebbero fatte.
Un lampante esempio, oltre all’essere venuto in contatto per propria iniziativa con l’olandese, era il fatto di aver richiesto armi al suddetto, invischiandosi in uno di quei famosi commerci di contrabbando che si avevano spesso nel corso delle guerre internazionali.
Olanda se ne stava in piedi appoggiato contro una parete, le braccia incrociate e lo sguardo basso, rivolto verso il voluminoso pacco adagiato ai suoi piedi. Dall’espressione sembrava che stesse sorvegliando un prigioniero - come se quel pacchetto avesse potuto andarsene per conto proprio...!
Era fastidioso dover aspettare che un acquirente trovasse i soldi per pagarlo quando era stato lui direttamente a contattarlo - specialmente se si trattava non di qualche minuto, bensì di ore.
Per di più, lui trovava personalmente odioso il danese per il suo atteggiamento da tirannello nei confronti delle nazioni a lui sottomesse. Era in stridente contrasto con la sua indole ribelle.
Forse era anche per questo che l’olandese non vedeva l’ora di andarsene. Non voleva che l’altro cercasse di annoverare anche lui tra le sue conquiste - come se tutti gli anni che aveva passato come possedimento di Spagna non gli fossero bastati.
Nel frattempo che questi pensieri affollavano la mente del contrabbandiere, Danimarca stava mettendo letteralmente sottosopra casa sua in cerca dei soldi che aveva nascosto per timore che qualcuno - come per esempio Norvegia o Islanda - potesse trovarli; il problema era che adesso non li trovava più nemmeno lui.
«Mi sto stancando» borbottò contrariato Olanda all’improvviso, alzando lo sguardo sul giovane che, in quel momento, stava attraversando la stanza diretto alla porta situata proprio accanto a lui.
Dal tono sembrava più che altro arrabbiato e ciò mise in allarme Danimarca.
«Calmati, okay? Sono certo che sono di là» esclamò in tono accomodante, svignandosela nella stanza adiacente.
Olanda si massaggiò le tempie con fare paziente, anche se di pazienza gliene era rimasta ben poca: contrabbandare armi in tempo di guerra era già di per sé un lavoro faticoso, ma se poi ci si aggiungevano anche i clienti sbadati a complicargli la vita, la cosa diventava veramente impossibile da sostenere e gestire.
In quel momento l’olandese era fortemente tentato di svolgere il suo pacco di merci, prendere un’arma ed eseguire la sentenza capitale a discapito del danese - il quale intanto era corso nuovamente attraverso la stanza dove lui era in attesa per dirigersi da tutt’altra parte.
Vederlo correre e affannarsi in giro per casa alla disperata ricerca di quei soldi stava iniziando a snervarlo e la tentazione di perdere un acquirente per mano propria diventava sempre più forte. In aggiunta alla sua agitazione, a rendergli più odiosa l’attesa c’era anche il fatto che, anche mentre correva, Danimarca era rumoroso. Parlava da solo, faceva chiasso sbattendo i piedi a terra e mentre apriva ante e cassetti.
Come facessero le nazioni a lui sottoposte a sopportarlo, era e rimaneva un mistero per Olanda.
Finalmente, dopo qualche altra decina di minuti, il danese tornò da lui con in mano una busta gialla.
«Ecco» disse senza fiato, sorridendo con una certa arroganza all’indirizzo del contrabbandiere. Era lo stesso identico sorriso con cui gli aveva aperto la porta e l’aveva accolto in casa. Probabilmente era l’unico sorriso che riuscisse a fare, ma a Olanda tutto sommato non importava.
Prese i soldi con un gesto carico di stizza accompagnato da un burbero: «Era ora».
«Sono le armi che ti avevo chiesto, vero?» chiese con una certa diffidenza l’altro, inginocchiandosi finalmente ad esaminare il pacco. Con quelle avrebbe potuto finalmente dare una svolta alla guerra contro Austria e Spagna. Avrebbe vinto lui ed avrebbe imposto alle due nazioni sconfitte di divenire un’altra parte del suo dominio, ampliando enormemente i suoi possedimenti in Europa.
Uno scintillio bramoso gli brillò negli occhi.
«Se truffassi i clienti, la mia nazione non sarebbe così fiorente nei commerci» replicò tagliente l’olandese, riponendo nella sua inseparabile tracolla la busta con il denaro che aveva appena finito di contare ed ignorando la strana luce che aveva visto comparire nello sguardo del suo cliente.
Non gli piaceva che gli dessero del truffatore. Sarà anche stato un venditore di merce di contrabbando, ma era un mercante prima di tutto. Fin dalle sue origini aveva sempre svolto le sue attività commerciali in modo leale con tutti, di qualsiasi nazionalità o religione fossero.
La vendita illegale d’armi era solo un espediente per tirare avanti in quel duro periodo di guerra e crisi. Pur di sopravvivere, le persone si abbassavano anche a fare certe cose.
«Bene, io vado» disse Olanda, allontanandosi dal muro con un moto di sollievo interiore: finalmente quell’angosciosa attesa era finita.
«Grazie mille per le armi, eh!» replicò Danimarca in tono fin troppo amichevole ed entusiasta, appropriandosi del pacco.
«È stato un piacere fare affari con te» concluse Olanda, andandosene.
Era una frase che era abituato a ripetere come una litania ogni volta che concludeva un affare, una sorta di saluto meccanico, ma mai come quella volta poteva dire che fosse un’affermazione fasulla.
Fare affari con Danimarca non era stato un piacere. Era stato un supplizio.

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